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Crack Fc Messina, condannati i Franza

Crack Fc Messina, condannati i Franza

Si conclude con tre condanne il processo per il fallimento dell’Fc Messina. La Corte della I sezione penale del Tribunale (presidente Grasso) ha emesso la sentenza in tarda serata: 4 anni e mezzo per Vincenzo Franza, 4 anni per Pietro Franza, 3 anni e mezzo per Francesco Cambria, presidente della Cofimer. Oltre che la condanna alle spese processuali, i tre sono sono stati interdetti per 10 anni dall’esercizio di impresa e 5 anni ai pubblici uffici.

I due fratelli Franza e Cambria, sono stati condannati inoltre, soltanto per tre delle accuse contestate, mentre sono stati assolti pienamente dagli altri capi di imputazione, perché il fatto non costituisce reato. Nello specifico, l’indagine della Guardia di Finanza, ha riguardato la gestione della società giallorossa e la decisione di non iscrivere l’FC Messina al campionato di serie B 2008/2009. Al setaccio tutte le operazioni finanziarie con le società controllate e il fallimento della società, dichiarato a fine 2008, poi revocato sul piano civile. Bancarotta fraudolenta, distrazione di fondi e false comunicazioni sociali i reati inizialmente contestati.

In particolare i fratelli Franza erano accusati di aver “esposto nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2005 fatti non rispondenti a verità, iscrivendo tra le componenti positive di reddito un contributo in denaro versato dalla Lega Calcio per l’importo di 5 milioni di euro (c.d. contributo di solidarietà in favore delle squadre di calcio retrocesse dalla serie A alla serie B), occultando, in tal modo, maggiori perdite nel bilancio per l’importo di 2,5 milioni di euro con ciò concorrendo a cagionare il dissesto della società FC Messina Peloro”.

L’accusa, il PM Fabrizio Monaco, aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati, la prescrizione di due accuse, una delle quali riguardante la Mondo Messina, società anch’essa imputata. I fatti invece hanno scagionato il collegio deisindaci, ai quali era stato imputato l’omesso controllo di tutte le attività societarie in concorso con i Franza provocando distrazione di consistenti risorse economiche del Messina. La difesa di quest’ultimi è stata affidata agli avvocati Alberto Gullino, Salvatore Versaci, Isabella Barone, Marcello Parrinello, Bonaventura Candido, Perroni.

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