Breaking News
Home / Cultura / Sgarbi concorda con Accorinti: “Senza Messina il film su Caravaggio è un fallimento”
Sgarbi concorda con Accorinti: “Senza Messina il film su Caravaggio è un fallimento”

Sgarbi concorda con Accorinti: “Senza Messina il film su Caravaggio è un fallimento”

Ha ragione, una ragione assoluta, il sindaco di Messina, Renato Accorinti. Non si può immaginare un film su Caravaggio senza un’attenzione particolarissima all’epilogo della sua vita e della sua opera, che si compie, appunto, a Messina, tra plauso e disperazione tra affermazione e persecuzione”.

Questo il commento dell’Assessore regionale ai Beni Culturali, Vittorio Sgarbi, che segue l’aspra critica mossa dal Sindaco Accorinti, relativa all’esclusione dal film sulla vita di Caravaggio del suo periodo messinese

Momento che viene definito “cruciale” dal celebre critico d’arte poiché, all’epoca, proprio a Messina si trovava la sede della rappresentanza siciliana più importante dei Cavalieri di Malta, Ordine di cui un tempo il pittore faceva parte ma dal quale, a quel punto, era ricercato e che avrebbe potuto facilmente individuarlo, arrestarlo e dunque rispedirlo sull’omonima isola da cui era da poco fuggito.

Ma Messina, allora, era una città di centomila abitanti, grande quanto Roma, e Caravaggio non seppe resistere al successo e all’onore che vi trovò, lasciandovi, oltre alla drammatica e teatrale “Resurrezione di Lazzaro”, il suo quadro più importante, sintesi di valori umani e religiosi: la “Natività” per la chiesa dei Cappuccini.
Una Nativita’ povera, nella più alta interpretazione evangelica e, singolarmente, pagata dal Senato di Messina mille scudi, tra i compensi più alti di Caravaggio. Una delle tante contraddizioni di una vita tormentata e disperata.

Sgarbi, al fine di far meglio comprendere la contraddittorietà dell’animo del pittore, cita anche le parole di Francesco Susinno, autore de “Le vite de’ pittori messinesi”, che lo definisce «uomo di cervello inquietissimo, contenzioso e torbido», e che temeva di essere tradito e consegnato alla giustizia. Tanto che «molte volte andava a letto vestito e col pugnale al fianco che mai lasciava; per l’inquietudine dell’animo suo più agitato che non è il mare di Messina». E ancora: «Vestiva mediocremente, armato sempre, che piuttosto sembrava uno sgherro che un pittore. Soleva mangiar su un cartone per tovaglia, e per lo più sopra una vecchia tela di ritratto».

Se in un film su una vita drammatica non entra un periodo come quello di Messina – ha concluso l’Assessore –, il film è certamente un fallimento.”

 

Seguici e condividi:

Lascia un commento

Torna su