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Il romanzo “Fratture” chiude con successo il primo ciclo letterario al femminile al Totù di Milazzo.

Il romanzo “Fratture” chiude con successo il primo ciclo letterario al femminile al Totù di Milazzo.

Il primo ciclo letterario di ottobre, Incontri d’Autore, è stato firmato da tre scrittrici della casa editrice Lombardo Edizioni.  Si è svolto nel suggestivo locale milazzese di Christian Guercio, all’interno di una cornice artistica legando insieme diversi linguaggi espressivi: la pittura, la musica, la letteratura e il teatro.

Gli incontri sono stati brillantemente coordinati dal giornalista Santi Cautela.

L’arte – dice la scrittrice Valentina Di Salvo, protagonista dell’ultimo incontro – è fondamentale perché rappresenta la metafora concreta di un ponte comunicativo essenziale, capace di legarsi alla parte più vera dello spettatore, quella nascosta dalle infrastrutture quotidiane.

La tematica trattata al primo appuntamento letterario, domenica 7 ottobre, è stata la pedagogia trattata dalla dott.ssa Donatella Manna con “Crescere insieme – piccoli passi pedagogici”.

La protagonista del secondo appuntamento è stata Melinda Giorgianni con il suo libro autobiografico “Era l’alba, storia di un risveglio”.

Il terzo e ultimo appuntamento del primo ciclo letterario è stato sigillato domenica 21 ottobre, occupando sempre la fascia preserale. Protagonista dell’evento è stato il romanzo “Fratture”, di Valentina Di Salvo.

“Fratture” è la storia dolorosa raccontata dal punto di vista di una donna che ha subito violenza ma che non l’ha mai riconosciuta come tale e per questo non è mai fuggita. La protagonista si chiama Monica ed è una donna spezzata sotto la superficie, nell’inconsapevolezza.

Il suo è un mondo capovolto, dove il confine tra amore e violenza diventa labile ed legittimato da processi psicologici costruiti sulla fame d’amore.

La storia di rancori e violenze di Monica ha la veste di un’indagine interiore, mossa a individuare l’assenza di strumenti difensivi che caratterizza dell’Essere della protagonista e che cattura il lettore fino all’ultima riga.

Un romanzo dal linguaggio semplice e scorrevole nonostante il tema doloroso affrontato dalla giovane trentenne.

Il romanzo sembra dirci che non solo la violenza condiziona fortemente la vita di una donna alterando nel profondo la concezione di sé e del rapporto con il mondo, ma che bisogna lottare, comprendere la profondità delle proprie ferite e trasformarle.

Il messaggio più importante è stato diffuso sui social dalla scrittrice attraverso l’hashtag #donnecomefiori: percepitevi come fiori capaci di sbocciare sempre.

Questo perché i fiori sono il desiderio stesso della vita.

Per esempio nella tradizione orientale si racconta che i fiori di loto nascono da un seme gettato nelle acque paludose e poi scalfito: così dal fango nasce la vita.

Durante la presentazione l’artista Laura Marchese ha concretizzato la metafora letteraria della scrittrice attraverso un’estemporanea: un luminoso girasole sbocciato dalla schiena nuda di una donna.

A sorpresa è apparsa l’attrice Rosemary Calderone che ha dato vita al romanzo vestendo la pelle di Monica, suscitando nel pubblico emozioni intense e durature. È stato un momento emozionante e fortemente drammatico, accompagnato dalla chitarra del musicista Andrea Messina.

Un incontro intenso, un successo di pubblico.

Si è chiuso così il primo ciclo letterario al femminile Incontri d’Autore.

Il format letterario verrà rinnovato con nuovi appuntamenti d’autore a partire già dall’ultima domenica di ottobre.

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