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“Vita da donare”: il nuovo videoclip dei Ragazzi Speciali

“Vita da donare”: il nuovo videoclip dei Ragazzi Speciali

A distanza di un anno, tornano i Ragazzi Speciali del Gruppo LabO dell’Oratorio Giovanni Paolo II di Olivarella con un nuovo videoclip: “Vita da donare”.
Il video è un medley di tre vani: “Va tutto bene” di Arisa, riformulata in “Mi sento bene”, la famosa “E non abbiam bisogno di parole” di Ron, da cui prende il titolo “Vita da donare”, e la famosissima “La vita è una danza” che ha oltre 2,5 milioni di visualizzazioni!


I testi sono stati ideati dal coordinatore Saverio Mancuso e dal Prof. Girolamo Criscione che si occupa del laboratorio musicale selle attività settimanali del gruppo.
Il brano è stato registrato presso la “MusicLab” di Fabio Centorrino, sotto la guida della vocal Coach Marilisa Bertè che da anni segue i ragazzi. Le riprese video sono state affidate alla famiglia Maio: Giuseppe ha effettuato le riprese aeree con il drone, Federico e Melo Maio hanno effettuato le riprese da terra e fotografiche. Come set è stata scelta la piazza principale del nostro Comune, segno tangibile di appartenza ad un territorio che ha ormai abbattuto ogni barriera mentale e fisica.

“Vita da donare”, il titolo dato a questo nuovo progetto, è un exploit di emozioni, dalla tenera voce del piccolo Guglielmo all’ormai consolidata bravura di tutti i ragazzi nel seguire le indicazioni della maestra Luisa Picciolo della scuola di ballo El Pam Pam, che ne ha curato le coreografie. La cultura della “cancellazione” della diversità, è una cultura dell’esclusione, del pietismo, che discrimina, fino a segregare, la persona con disabilità. Questo nuovo brano vuole, invece, offrire un cambio radicale di paradigma a quanti la vivono e a quanti la osservano, uno sguardo nuovo su chi, mettendo in pratica gli insegnamenti cristiani riesce persino a perdonare chi li ha presi in giro fino adesso: “Se cogli il buono in ogni uomo è metti in pratica il perdono, felice potrai vivere anche tu”.

La missione del gruppo – spiega la Prof.ssa Maria Grazia Celi, che coordina il gruppo insieme al marito Saverio Mancuso – è quella di abbattere le barriere mentali e i pregiudizi nei confronti del diverso, mostrando in che modo la diversità può diventare una risorsa. Dai bambini fino agli adulti. L’obiettivo è come nel precedente video, sempre quello di riconoscere e valorizzare l’importanza della persona, che viene prima della sua disabilità. Adesso ci stiamo preparando, insieme al nostro parroco don Stefano Messina, all’esperienza, per il terzo anno consecutivo, del Grest senza barriere.”

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