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Cani abbandonati: ma quale emergenza? Parla una volontaria di Messina

Cani abbandonati: ma quale emergenza? Parla una volontaria di Messina

Mi presento, sono Lucia Longo, volontaria da dieci anni in un rifugio. Faccio parte di diverse associazioni animaliste messinesi e mi occupo anche di cani sul territorio. Giornalmente, vado incontro a difficoltà assurde per la negligenza delle Istituzioni.

Ogni qualvolta un cane in difficoltà viene ritrovato, far intervenire chi di dovere diventa un’odissea! La Polizia municipale, per obbligo di legge, deve recarsi sul posto anche solo per verificare il chip, cosa che il più delle volte non accade e la ‘patata bollente’ passa al Comune (ultimamente irrintracciabile a causa dei telefoni rotti), che interviene esclusivamente in caso di eventuale denuncia di ritrovamento (compito dei Vigili che ricevono la segnalazione). Così, settimane intere passano senza una soluzione.

Posso raccontarvi due fatti, accaduti a giugno. Il primo caso, risale al 6 giugno: un pit bull legato ad un palo, vicino alla struttura dove faccio volontariato, posto in cui è vietato l’ingresso di altri animali.

Cane abbandonato legato ad un palo

Vigili chiamati, ore ed ore di attesa, cane sempre lì, occhioni sempre più tristi del cucciolo. Più di 24 ore dopo, non resisto e chiedo alla Polizia di Stato il sollecito immediato ai Vigili urbani: il cane è di razza pit bull ed alla prima segnalazione deve essere prelevato, immediatamente.

Il secondo caso, invece, iniziato giorno 16 giugno, riguarda una cucciola di pochi mesi, zoppicante e probabilmente investita. La piccola viene ritrovata da un ragazzo poco prima dell’imbocco dell’autostrada di San Filippo, precisamente in zona Santa Lucia, strada a scorrimento veloce! Allertati, i Vigili urbani chiedono al ragazzo di prendersene cura fino all’indomani mattina, quando manderanno una squadra.

Di fatto, non segue alcun intervento, al ragazzo viene detto che, a causa di un concerto a San Filippo, sono tutti impegnati. Così per tutta la settimana. Giorno 24, la sottoscritta chiama il 112. Chiedo di poter parlare con gli enti competenti, perché non ne posso più e loro mi rinviano ai Vigili “perché è compito loro.”

Tento una via d’uscita: contatto subito l’annona, riferisco tutte le difficoltà del caso per fare intervenire i Vigili. Una voce femminile mi dice: “Ho preso nota, oggi o domani facciamo intervenire qualcuno.”

I giorni passano e siamo ancora a niente. All’annona, questa volta a rispondermi è un uomo che mi rassicura: l ho hi ho ua mia segnalazione è stata notificata. Ma sono due settimane che prendono nota e che nessuno degli enti interviene!!

Il 26, sono di nuovo io a ricontattare l’annona. Per l’ennesima volta, non arrivo a niente e i Vigili non si degnano ad alzare la cornetta del telefono.

Non rimane che il funzionario comunale addetto, responsabile dell’ufficio randagismo, con il quale raramente si riesce a comunicare. Da ultimo, il telefono non squilla neanche. Pare fuori uso.

Dal 16 giugno ad oggi 26/06/19 NESSUN ENTE si è recato sul posto anche SOLO a visionare la presenza o meno di microchip e le condizioni di salute della piccola. È questo il triste esito di infinite segnalazioni e di tanto sangue acido.

Ecco un concentrato di lamentele verso le istituzioni ed un invito a condividere i miei appelli sul social Facebook (clicca qui), così da poter dare più visibilità agli animali in difficoltà. Un grazie a tutti per l’attenzione!

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