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Capo Rasocolmo: va in scena “Cleopatra” con Carmen Panarello

Capo Rasocolmo: va in scena “Cleopatra” con Carmen Panarello

‘Promontorio Nord’ al terzo anno consecutivo ritorna nella Tenuta Rasocolmo, più ricco che mai, con spettacoli coinvolgenti, che si svolgeranno a partire dalle ore 18:30; i posti saranno limitati, la prenotazione obbligatoria.

La rassegna teatrale con il prezioso direttore artistico, Roberto Zorn Bonaventura, ha la caratteristica di proporre performace suggestive, avvolte dalla magica atmosfera del tramonto di Capo Rasocolmo, in un magnifico boschetto a picco sul mare, senza l’ausilio di mezzi tecnici.

Al termine dello spettacolo, gli spettatori potranno intrattenersi con gli artisti e, insieme a loro, deliziarsi con una cena-degustazione e sorseggiando i vini della tenuta. Roberto Zorn Bonaventura non è nuovo al binomio teatro di qualità/buon cibo, basti ricordare “Il Cortile – Teatro Festival”, da poco conclusosi.

Ad aprire la rassegna, l’8 agosto, uno spettacolo da non perdere: “Cleopatra” di Gianni Guardigli. L’autore, rappresentato anche in Germania, Francia, Svizzera, Svezia, Polonia e Scozia, ha adattato per il teatro romanzi di Thomas Bernhard, Antonio Tabucchi, Abraham B.Yehoshua, Maksim Gorkij.

Preziosa la collaborazione di Giampiero Cicciò e, in scena, Carmen Panarello, attrice messinese che, dopo i primi studi con Donato Castellaneta e Maurizio Marchetti, si è diplomata attrice presso la Scuola del ‘Piccolo Teatro’ di Milano, diretta da Giorgio Strehler. Una luminosa carriera, la sua, durante cui ricopre i ruoli di attrice, padagoga e poestessa.

“Cleopatra” racconta la storia di una donna di Rimini, proprietaria dell’Hotel del Lido, in quanto ereditiera dal padre Tolomeo quando ancora l’attività era “un baretto”. È lei che riesce a renderlo “grande e conosciuto”.

Ai tavolini del caffè, incontra Munir, siriano con il quale intreccia un legame d’amore. L’uomo, legato alla propria patria da un profondo legame, non riuscirà, tuttavia, a farvi ritorno, continuando a sognarne un riscatto democratico.

E, dunque, riflettori puntati su una storia tormentata, caratterizzata da attese e da ripartite, tra “malelingue e risolini”; ci sono le amiche di sempre, ricordi e sogni. Si tratta del racconto del monologo, in cui “ la Cleo” si (e ci) interroga in romagnolo, appoggiandosi ai pochi elementi simbolici, sospesi nel tempo. Non mancano ridondanze dell’ “Antonio e Cleopatra” di William Shakespeare.

La regina romagnola farà, quasi velatamente, la fine tragica dell’imperatrice, fino a rimandare ad un paesaggio, amato e unificatore, che incornicia la scena, che è il mare.

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