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Messina, ordinanza di De Luca per vincere il Coronavirus

Messina, ordinanza di De Luca per vincere il Coronavirus

Il provvedimento, che ha varie articolazioni, è pronto. Tra 48 ore, i negozi dovranno chiudere, e rimanere chiusi fino al 3 aprile, ad eccezione di farmacie, supermercati ed attività che vendono beni di prima necessità.

<<Noi stiamo vivendo una situazione che riguarda la nostra salute. […] I sindaci rimaniamo la massima autorità anche in materia di Sanità. Ieri, c’è stata un’azione di perlustrazione generale in città e le constatazioni delle violazioni sono state rilevate>>. A dirlo il sindaco di Messina, De Luca.

<<Ed io – dice – lo firmo, siccome è un testo molto rispettoso e ossequioso delle norme. Anzi, è un testo che rispetta l’obiettivo. I provvedimenti non si possono assumere in modo tiepido, mi permetto di dire. La nostra un’ordinanza è emessa ai sensi dell’articolo 50 del T.U. degli Enti locali, perché la nostra situazione locale è diversa dalle altre>>.

<<Il nostro invito è quello di chiudere la vostra attività fino al 3 di aprile. “Preso atto che il sistema sanitario siciliano, e quello messinese, non sarebbe strutturalmente in grado di far fronte a situazioni simili a quelle già registrate nel Nord Italia già delimitati con la zona rossa”.>>

<<Altro principio, che abbiamo messo in termini più chiari, lo dice la scienza: “Constatata la necessità di limitare nel territorio urbano il diffondersi del virus mediante una stringente e complessiva azione di circolazione degli esseri umani per il tempo per evitare la trasmissione dell’infezione non contesto non in grado di riservare accurate ed appropriate cure per un numero rilevante di soggetti infettati”. Questo è il mio timore>>.

Ritenuto che le misure disposte dal Governo con DPCM 8 marzo 2020 devono essere dotate di un provvedimento di attuazione con efficacia dispositiva e sanzionatoria diretta nei confronti di quanti vivono al lavorano all’interno del territorio del comune di Messina al fine di contenere l’emergenza epidemiologica da Covid-19.” – Il DPCM non è una norma, non è una legge. Con tutto il rispetto conta più un’ordinanza sindacale sotto questo profilo. E non sto bestemmiando, Ve lo assicuro. – Che ai sensi dell’art.35 D.lgs.9/2020 resta salvo il potere del sindaco di adottare ordinanze dirette a fronteggiare l’emergenza sanitaria da conteggio del Covid-19, ampliando le previsioni a condizioni che le stesse non rendano inefficaci le disposizioni statali già in vigore“.

<<Dire che un provvedimento generale può andar bene per tutti significa imbrogliare gli italiani. Ed io non ci sto!>>

<<Firmo oggi e pubblico. Abbiamo visto l’efficacia in 48h perché dobbiamo dare a tutti la possibilità di organizzarsi, perché necessario organizzarsi. Quando verrà pubblicato avremo fatto ciò che andava fatto. qualcuno potrebbe dire sono simili a quelli assunti in Cina. Sono provvedimenti che vanno fatti per bloccare la trasmissione del virus e noi dobbiamo smettere di circolare. Non c’è altro da aggiungere>>.

<<L’art.35 del D.lgs.n°53, titolo Disposizioni in materia di ordinanze contingibili e urgenti, prevede questo: “A seguito dell’adozione delle misure statali di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 non possono essere adottate e, ove adottate, sono inefficaci le ordinanze sindacali contingibili ed urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza predetta in contrasto con le misure statali“.>>

<<Quali sono le ordinanze in contrasto con le disposizioni statali? Quali sono gli spazi di manovra dei sindaci in base a questa disposizione? La finalità è quella di limitare la trasmissione del virus. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, qualche minuto fa, ha per la prima volta, utilizzato questo termine: pandemia. La situazione è di pandemia conclamata. Tutte le norme hanno la finalità di impedire questa diffusione>>.

<<La circolazione dell’essere umano è l’elemento di diffusione del virus. Tutte queste norme sono finalizzate a limitare la diffusione. Quindi, la diffusione è quella di dire a tutti “Non circolate!”. In una fase di emergenza, ciascuno di noi deve evitare qualunque tipo di contatto, modificare immediatamente le proprie abitudini ed aspettare che passi questo momento. Ecco che cosa significa! Qui, c’è in ballo la vita di ognuno di noi. Io sono il soggetto che deve garantire la salute dei cittadini>>.

<<Ecco qual è il mio ruolo! E a questo ruolo io mi appello! Non solo rispetto i provvedimenti che sono stati fatti finora, non solo lì sostengo ma vado oltre. Io sono la massima autorità locale il tema di sanità. Nel momento in cui mi rendo conto di questo contesto, certe misure purtroppo non sono sufficienti. Vediamo chi ritiene che io sia facendo qualcosa contro Legge! Voglio tutelare la vita della mia comunità. Io, per coscienza, devo fare tutto ciò che è in mio possesso. Questa è la mia funzione, con coscienza e competenza>>.

<<Siamo riusciti in 48h ad organizzarci. – dice, ringraziando l’assessore Minutoli, tutti i volontari, i medici, gli infermieri e chi sta in trincea. – Spero non sia vero che, in altre partite Italia, si è arrivata a decidere chi deve vivere o morire. C’è carenza di posti letto in rianimazione. Io lo so com’è la situazione in Sicilia, a Messina e, quindi, ho posto una questione sia quale ho posto una questione. La mia non è una sfida ma la paura, il grido di dolore di una comunità, che ha anche diritto di avere paura! Come anche diritto di poter reagire. qual è la situazione dei nostri posti letto? Quali sono i posti letto talmente disponibili?>>

<<Ogni giorno che passa aumentano le dichiarazioni di autoisolamento. C’è stato un flusso di migliaia di persone che dal Nord sono ritornate a casa e noi siamo stati a accoglienti dall’inizio, non abbiamo partecipato ad una guerra tra poveri in questo caso, in una situazione di pericolo del genere. Massima solidarietà, ma ciascuno rispetti le regole. Nessuno può oggi negare che in tutti e 108 i comuni di Messina è ritornata a casa gente, che mi auguro si sia messa in una condizione di isolamento, non solo propria ma anche dei propri familiari e degli anziani. Non possiamo negare che il nostro territorio abbia subito un trasferimento massiccio, che riguarda tutto il territorio. Questo significa che il livello di pericolo si è innalzato, questa non è discriminazione>>.

<<Ma ce ne andiamo conto che basterebbe solo il 20% di quello che è capitato in Lombardia, e in altri territori, che noi non sapremmo cosa fare? Qui sarebbe una tragedia. Voglio sapere quali sono i posti disponibili in questo momento! Quanti posti di rianimazione abbiamo per affrontare questa situazione qui, a Messina, e in tutta la Sicilia? Io sulla mia coscienza non voglio avere nessuno però non sa fare aver fatto, da un punto di vista istituzionale, quello che ritengo di dover fare. Il sindaco è il massimo esponente della democrazia locale>>.

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