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A tavola con gusto: “caponatina” a modo mio

A tavola con gusto: “caponatina” a modo mio

Oggi in tavola la caponatina a modo mio, di Fortunato Marcianò. Ecco come prepararla….

In una ciotolina colma di acqua fredda, fate rinvenire un cucchiaio colmo di uva sultanina e tenetela da parte.
Lavate e asciugate bene quattro melanzane nere, tagliatele a cubetti grossolani, ponetele in un colapasta, cospargetele a strati con del sale e lasciatele riposare per almeno un’ora in modo che abbiano tutto il tempo di eliminare la loro acqua di vegetazione. Quindi, risciacquatele sotto un getto di acqua corrente, strizzatele con le mani, asciugatele bene e fatele friggere in una capiente padella dai bordi alti con abbondante olio di semi.
Una volta ben dorate, prelevatele con una schiumarola e deponetele su di un piatto foderato con della carta assorbente da cucina affinché perdano l’olio in eccesso.

Nel frattempo, tagliate quattro coste bianche e tenere di sedano a dadini di circa mezzo centimetro e fatele friggere nello stesso olio ancora bollente già usato per le melanzane; una volta divenute ben dorate e croccanti, estraetele e unitele ai dadini di melanzane.
A questo punto, eliminate dal fondo della padella quasi del tutto l’olio e, in quel poco rimasto, fatevi rosolare una cipolla già sbucciata e tagliata finemente a rondelle e otto pomodorini perini maturi, pelati e privati dei semi.
Dopo una decina di minuti circa aggiungetevi un cucchiaio colmo di zucchero, un quarto di bicchiere di aceto rosso, se l’aceto è forte riducetene il quantitativo a due o tre cucchiai, una manciata di olive verdi private del nocciolo, un cucchiaino di capperi sottosale già dissalati sotto un getto di acqua corrente, un cucchiaio abbondante di pinoli, l’uvetta sultanina già ben strizzata e il composto di sedano e melanzane, condite il tutto con un pizzico di sale e una leggera spolverata di pepe nero macinato al momento.
questo punto, unite i capperi dissalati, le olive senza il nocciolo, i pinoli ed infine le melanzane fritte.
Quindi, avendo cura di mescolare delicatamente e spesso con un cucchiaio di legno, lasciate cuocere dolcemente su fiamma bassa per circa un quarto d’ora e l’aceto non sia del tutto evaporato.
Trascorso il tempo, versate la caponatina su di un piatto da portata e lasciatela raffreddare completamente prima di servirla in tavola, a piacere potete servirla cosparsa di mandorle tostate e già tritate.
Gli intenditori assicurano che il piatto è veramente buono dopo almeno ventiquattr’ore dalla preparazione., fate rinvenire un cucchiaio colmo di uva sultanina e tenetela da parte.

Dopo circa dieci minuti aggiungetevi un cucchiaio colmo di zucchero, un quarto di bicchiere di aceto rosso, se l’aceto è forte riducetene il quantitativo a due o tre cucchiai, una manciata di olive verdi private del nocciolo, un cucchiaino di capperi sottosale già dissalati sotto un getto di acqua corrente, un cucchiaio abbondante di pinoli, l’uvetta sultanina già ben strizzata e il composto di sedano e melanzane, condite il tutto con un pizzico di sale e una leggera spolverata di pepe nero macinato al momento.
questo punto, unite i capperi dissalati, le olive senza il nocciolo, i pinoli ed infine le melanzane fritte.

Quindi, avendo cura di mescolare delicatamente e spesso con un cucchiaio di legno, lasciate cuocere dolcemente su fiamma bassa per circa un quarto d’ora e l’aceto non sia del tutto evaporato. Trascorso il tempo, versate la caponatina su di un piatto da portata e lasciatela raffreddare completamente prima di servirla in tavola, cosparsa di mandorle tostate e già tritate. Gli intenditori assicurano che il piatto è veramente buono dopo almeno ventiquattr’ore dalla preparazione.

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