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Il video del funerale del fratello dell’ex boss Sparacio. Qualcuno ora deve chiedere scusa al sindaco e a Messina

Il video del funerale del fratello dell’ex boss Sparacio. Qualcuno ora deve chiedere scusa al sindaco e a Messina

Lo scorso 11 aprile 2020, in occasione dei funerali di Rosario Sparacio, fratello dell’ex boss pentito Luigi e padre dell’odierno indagato Salvatore nell’operazione “Provinciale” , suscitò enorme scalpore anche a livello nazionale, la violazione e disprezzo delle normative e disposizioni vigenti nella fase del primo lockdown del paese, dovuto dalla pandemia generata dalla diffusione del COVID – 19.

Nella polemiche legate al triste evento rimase, suo malgrado, invischiato il sindaco Cateno De Luca, impropriamente ringraziato, e senza motivo, dai familiari del morto.

Molti deputati regionali e nazionali, tra cui il presidente della commissione antimafia regionale Fava, attaccarono ingiustamente il sindaco dichiarando: “Mentre in Italia non si celebrano pubblicamente funerali né matrimoni, com’è stato possibile che a Messina in cento abbiano accompagnato al cimitero il feretro del fratello di un capomafia? Dietro la bara di Rosario Sparacio, fratello del boss Luigi, sabato pomeriggio c’erano auto, moto, amici. Dal sindaco Cateno De Luca sempre pronto a rumoreggiare con la fascia tricolore al petto – concluse Fava – stavolta è venuto solo il silenzio.”

Questa e ben altre le dichiarazioni rese a suo tempo alla stampa da tanti altri nomi blasonati dalle poltrone importanti e che hanno arrecato un grave danno d’immagine alla città di Messina e al suo massimo rappresentante Cateno De Luca, che ricordiamo disse in merito: “Oggi ho avuto modo di approfondire con l’ufficio di gabinetto del questore con particolari che non posso assolutamente svelare!“.

Il tempo, e le evidenze investigative, hanno dimostrato che le persone dietro il feretro erano un ventina, e che non sono entrate nel cimitero. Questo dimostra che nessun funerale si è svolto per come sostenuto, ma si è trattato di un bieco attacco al sindaco De Luca e che ha sporcato l’immagine delle nostra città, ma anche l’assoluta estraneità alla vicenda del sindaco, e di cui si capisce ora appieno il senso della frase di cui sopra, perché che il corteo era “attenzionato” dalle forze dell’ordine in funzione delle indagini poi sfociate negli arresti di oggi.

Sarebbe auspicabile, a questo punto, che queste stesse persone chiedessero scusa oggi, non solo al sindaco De Luca, ma a tutta la città di Messina, perchè come disse De Luca: “La mafia si combatte con la buona e sana amministrazione e non con certi blasonati convegni o comunicati stampa utili a lavarsi la coscienza del non aver mai fatto nulla di concreto per sconfiggere il malaffare“.

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