Breaking News
Home / Meteo e Ambiente / Ambiente / Serbatoi Montesanto: non solo una questione politica ma un valido esempio di come sottrarre il territorio al controllo della criminalità
Serbatoi Montesanto: non solo una questione politica ma un valido esempio di come sottrarre il territorio al controllo della criminalità

Serbatoi Montesanto: non solo una questione politica ma un valido esempio di come sottrarre il territorio al controllo della criminalità

Questa mattina all’alba, alla presenza del sindaco metropolitano Cateno De Luca, sono iniziati i lavori di riqualificazione dell’area in cui sorgono i serbatoi Montesanto, e anche chi scrive era presente.

Per chi non lo sapesse, i serbatoi di contrada Montesanto sono un’indispensabile tassello per la realizzazione del piano acqua h24 per la città di Messina, piano fortemente voluto proprio da De Luca.

La faraonica opera incominciata negli anni 90 dall’Eas (ente acquedotto siciliane) si è poi fermata per svariati motivi, restando una di quelle tante brutture incompiute che caratterizzano il nostro territorio.

La stessa Eas ha cessato oggi di esistere e si trova adesso in liquidazione. Di fatto il bene ed il terreno su cui sorge è oggi di proprietà della regione, anche se il passaggio dev’essere formalmente accatastato col nuovo proprietario.

Senza entrare nella vicenda squisitamente politica, che vede contrapposti il sindaco di Messina (che ha dimostrato di avere in mano le carte migliori) e l’assessore Armao sulla messa in opera di questo progetto, mi vorrei soffermare sullo stato attuale dei luoghi.

L’aerea su cui sorgono i serbatoi è un immensa, gigantesca discarica. Sottoposta a sequestro da parte della magistratura dopo il blitz del 16 dicembre del sindaco, è stata affidata dagli stessi magistrati al comune di Messina, su sua richiesta, per essere messa in sicurezza.

Da decenni, nel disinteresse delle istituzioni preposte al controllo del territorio, è un presidio di illegalità, la presenza tangibile di una forza che si contrappone al rispetto delle regole.

Il tutto si evince facilmente dalla solita presenza di stalle abusive, cani da guardia sempre pronti ad abbaiare, discariche di materiali vari, e dalle vere e proprie colline di materiale inerte, che come sempre accade in questi casi, hanno l’avallo di chi gestisce il territorio per essere li scaricati.

Un degrado totale, sotto la vigile attenzione di chi quel territorio lo ha sempre controllato e non si tratta certo delle istituzioni, ma del loro contraltare.

Se non fosse stato per la questione sollevata dal sindaco di Messina, lo stato dei serbatoi di Montesanto sarebbe rimasto tale, stato in cui si trovano purtroppo molti torrenti e aree collinari della nostra città.

Sono sotto gli occhi di tutti, riconoscerli è facile, discariche e stalle o allevamenti abusivi, camminano quasi sempre di pari passo, eppure sembra che nessuno veda e senta niente, a parte qualche sporadico caso dei coraggiosi vigili e dei blitz del sindaco.

Ma sono troppo pochi ed estemporanei gli uomini e gli interventi che attualmente contrastano questo fenomeno che da sempre soffoca il territorio della nostra città.

Negli anni le operazioni contro il crimine sono state innumerevoli, non si può dire altrimenti della repressione dei reati ambientali, che spesso sono compiuti dagli stessi individui, o da loro parenti o sodali, coinvolti in ben più eclatanti vicende giudiziarie.

Eppure è acclarato ormai che la presenza dello stato non si afferma solo con le inchieste contro la criminalità organizzata, ma con il presidio e il controllo del territorio non solo urbano.

Per questo motivo, fino a quando questo marciume non verrà estirpato dall’alveo dei nostri torrenti, dalle cime delle nostre colline, dai viali in cui cui si svolgono le corse clandestine, questa silenziosa connivenza verrà intesa da questi loschi individui come una sorta di ratifica per più ributtanti imprese.

Seguici e condividi:

Lascia un commento

Torna su