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Trappola o incompetenza della regione? Salvato in extremis il progetto pilota da 120 milioni (La cronostoria del vice-sindaco Previti)

Trappola o incompetenza della regione? Salvato in extremis il progetto pilota da 120 milioni (La cronostoria del vice-sindaco Previti)

Trappola o incompetenza? questo è il dilemma! Incredibile epilogo ieri per la presentazione del bando per il progetto pilota di risanamento di una buona parte delle baraccopoli di Messina, del valore di 120 milioni di euro.

Dopo la promessa di Musumeci fatta al sindaco di De Luca di deliberare in tempo (che chiedendo il suo intervento aveva ancora una volta dimostrato il suo amore per la città che amministra mettendo da parte ogni polemica), ieri l’incredibile salvataggio dello stesso progetto in extremis.

Salvataggio della regione? NO! Salvataggio del sindaco e del vice-sindaco che con un colpo di coda da veri fuoriclasse dell’amministrazione in un lampo sono riusciti a inoltrare il progetto al ministero prima della definitiva scadenza delle 18.

Inoltro che sarebbe stato dovuto fare dalla regione ma che per evidente incompetenza di qualche funzionario non è stato possibile fare in quella sede.

Tutto all’ultimo minuto, come quelle bombe che stanno per esplodere e che fortunatamente vengono disinnescate dall’eroe di turno.

E l’eroe di turno questa volta è la macchina amministrativa progettata e messa in funzione dal sindaco e dal suo vice, che in pochissimo tempo sono riusciti nell’intento di inoltrare il progetto pilota in sole tre ore.

Anche stavolta, l’ennesima palese dimostrazione di come la competenza e la capacità della giunta che amministra questa città oscuri quella elefantesca macchina burocratica che è la regione, nel migliore dei casi, o che, nelle peggiore delle ipotesi, si sia tentato un meschino stratagemma per colpire il sindaco De Luca e di conseguenza tutta la città di Messina.

Noi propendiamo ovviamente per la prima, anche se il sindaco questa mattina nella sua odierna diretta non ne sembrava particolarmente convinto, ma in ogni caso qualcuno ha sbagliato, e di grosso.

Messina ha rischiato di perdere la possibilità di partecipare ad un bando imprescindibile per il suo sviluppo, ed è inammissibile che per un motivo o per l’altro, una cosa del genere possa oggi accadere alla regione siciliana.

Quindi è adesso fondamentale che si prendano immediati provvedimenti affinché ciò non si possa più ripetere, ma anche che si prendano delle lezioni di geografia.

Il presidente della regione siciliana che scambia la baraccopoli di Mumbai con l’atroce emergenza abitativa secolare delle baracche messinesi, è quantomeno imbarazzante per il popolo che amministra e per tutti coloro che in quelle baracche ancora oggi sono costrette a viverci

Ecco la dichiarazione della vice-sindaco Carlotta Previti con la cronostoria degli eventi:

Premesso che ho grande stima dell’Ass. Marco Falcone è per questo motivo che sono sinceramente dispiaciuta che venga preso in giro dal suo stesso apparato burocratico ed esterni dichiarazioni che, purtroppo, non corrispondano alla verità dei fatti accaduti. Purtroppo devo dimostrarglielo punto per punto.
CRONISTORIA EVENTI
-15/01/2021: con nota prot. 12440 il Comune di Messina chiede all’Ass.to Infrastrutture e Mobilità di presentare, come soggetto proponente, un Progetto Pilota di 100 milioni di € in cui il Comune si sarebbe fatto carico di predisporre il progetto definitivo.
-26/01/21: con nota prot. n.3873 l’Ass.to reg.le Infrastrutture e Mobilità prende atto della proposta progettuale e ne condivide iter e obiettivi precisando che l’approvazione sarà formalizzata con successiva delibera di Giunta Regionale affinché il comune di Messina venga riconosciuto soggetto attuatore della proposta pilota regionale.
-01/04/2021: con nota prot. 9127 il progetto pilota di Messina, definitivo munito di tutti i pareri, viene inviato all’Ass.to reg.le Infrastrutture e Mobilità per il corretto invio telematico e cartaceo entro la scadenza del 15 aprile 2021.
Le dichiarazioni dell’Ass. M. Falcone:
Per venire incontro alle esigenze della città di Messina io stesso, ieri mattina, li ho accompagnati presso gli uffici dell’assessorato per recepire correttamente il progetto e risolvere quei problemi che erano stati creati da loro stessi. Dieci giorni fa il Comune di Messina ha inviato gli atti, tra l’altro non completi, per accedere al progetto pilota”.
I fatti:
Nonostante avessimo presentato il progetto esecutivo il 1 aprile, completo e munito di tutti i pareri, dopo ben 14 giorni (!) apprendiamo che il progetto non era stato ancora presentato tramite piattaforma al Ministero nonostante la scadenza del 15 Aprile.”
Domande:

  1. Sulla base di quale analisi o approfondimento istruttorio afferma che il progetto era incompleto? E se lo era perché non avete MAI inoltrato nessuna richiesta di integrazione documentale?
  2. Perché il giorno della scadenza 15 aprile non avevate ancora presentato l’istanza?
  3. E perchè ho dovuto inviare a Palermo il rup e una squadra di 3 funzionari per supportare i vostri uffici regionali a inoltrare l’istanza al vostro posto?
  4. Esattamente può indicarmi quali sarebbero i problemi da noi creati che Lei ha dovuto risolvere?
    Siamo stati noi a venire incontro a voi Assessore e non viceversa come da lei asserito.
    Ass. M. Falcone: “Il bando del ministero dava la possibilità a Regioni e Comuni di presentare tre progetti in via ordinaria, da 15 milioni ciascuno entro il 15 marzo, e un progetto cosiddetto pilota, dal valore massimo di 100 milioni entro il 15 aprile”.
    I fatti:
    L’articolo 3, comma 5 del D.I. n. 395 del 16 settembre 2020 così recita: “il numero totale complessivo di proposte che può presentare ciascun soggetto proponente è massimo tre. La Frequently Asked Questions del D.I. n. 395/20 del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare aggiornato al 01.03.21 cosi recita a pag. 30: Quesito I4. Il Progetto Pilota deve essere considerato ulteriore rispetto alle tre massimo presentabili da ciascun Ente? Ai sensi dell’articolo 3, comma 5 del D.I. n. 395 del 16 settembre 2020, “il numero totale complessivo di proposte che può presentare ciascun soggetto proponente è massimo tre”, siano esse proposte di cui all’articolo 6 o Progetti Pilota di cui all’articolo 14.
    Domande:
  5. Se ogni soggetto proponente poteva presentare un massimo di tre proposte (sia ordinarie che pilota) perchè l’Ass.to Infrastrutture prende l’impegno di presentare il progetto pilota del Comune di Messina con nota prot. n.3873 del 26.01.21 e invece presenta istanza per tre progetti in data 11 e 16 marzo di cui n. 2 (due) identici a Ravanusa, Licata e Palma di Montechiaro e n. 1 (uno) ad Acireale?
  6. Ma soprattutto perché n. 2 (due) sono IDENTICI?
  7. Se la scadenza era del 15 marzo perché uno dei due progetti è stato approvato con delibera n. 134 del 16 marzo?
  8. Perché nella Sua nota di accompagnamento n. 2868 alla delibera del 16 marzo lei scrive Si rappresenta l’urgenza essendo decorso il termine (15 marzo) per la presentazione delle istanze? Avete presentato un progetto fuori termine?
  9. Sulla base di quale elemento dichiara che l’istanza del progetto pilota di MESSINA è stata rifiutata per errore della piattaforma ministeriale?
    L’istanza inoltrata dalla Regione è stata rifiutata perché la piattaforma non consentiva di inoltrare più di tre proposte come previsto dall’articolo 3, comma 5 del D.I. n. 395 del 16 settembre 2020 e correttamente riportate nella FAQ ministeriale. Ne è prova che quando è stata inoltrata come città metropolitana la piattaforma ha accettato immediatamente il progetto pilota di Messina. E’ evidente che i suoi uffici non hanno letto attentamente il bando né le successive faq che riportano quanto detto dal bando. E allora chi ha fatto l’errore Assessore? Il Comune? Il Ministero? O la Regione che ha inviato tre proposte di cui due identiche? E lo sa che una di queste verrà rifiutata perché lo stesso progetto non può essere finanziato due volte e perché fuori termine? E che questo errore è stata la causa che vi ha impedito di presentare una proposta pilota di 100 milioni di € per cancellare la vergogna della baraccopoli di Messina in cui vivono ancora 2.500 famiglie?
    Assessore Falcone, può adesso dirmi, con l’onestà che la contraddistingue, chi ha studiato poco o male?
    Quantomeno questa storia ha avuto l’effetto di far cambiare la foto della baraccopoli indiana postata dal Presidente Musumeci che ha rimediato e correttamente inserito una foto di Fondo Fucile.
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