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Cateno De Luca: “Mi candido alla regione se Musumeci intende rovinare la Sicilia per altri cinque anni”

Cateno De Luca: “Mi candido alla regione se Musumeci intende rovinare la Sicilia per altri cinque anni”

E’ ufficiale, come confermatoci dallo stesso Cateno De Luca poc’anzi, il sindaco di Messina si candiderà alle prossime elezioni regionali: “se sarà confermata la candidatura della sciagura di nome Musumeci, ci sarà in campo Cateno De Luca perchè non si può consentire che la Sicilia versi in condizione pietose per altri cinque anni“.

Ai microfoni della trasmissione “Casa Minutella” di BlogSicilia, il sindaco ha inoltre dichiarato che se il nome proposto per la guida della regione dal centro-destra dovesse essere diverso, purché non si tratti di uno dei soliti personaggi animati dai soliti “pupari”, il candidato potrebbe anche essere Danilo Lo Giudice.

Ripercorrendo i temi caldi dell’attuale fase politica siciliana, sanità e rifiuti, De Luca ha sottolineato l’inadeguatezza dell’attuale presidente della regione: “Musumeci non ha bisogno di essere attaccato, fa tutto da solo. Non sa mai niente sui rifiuti, sull’emergenza Covid, anche se è commissario di entrambe. Ma non amministra. Non ha questa vocazione! In tre anni e mezzo di mandato non si è vista neanche una riforma di quelle annunciate.”

Interrogato su cosa succederà a Messina se dovesse impegnarsi alla regione il sindaco ha ribadito che: “dove ho amministrato, ho sempre lasciato me stesso. Il tema non è Cateno De Luca. Un sindaco è bravo non solo se amministra bene durante il suo mandato ma se fa una squadra che si occupa delle linee che ha avviato. E, se sarà necessario, avverrà anche a Messina”.

E certamente non mancano le figure capaci di sostituirlo su Messina, donne come il vice-sindaco Previti e l’assessore Musolino, o perchè no, il buon Salvo Puccio, sarebbero sicuramente in grado di seguire le linee amministrative da lui tracciate.

De Luca è intervenuto anche sull’emergenza baraccopoli di Messina, snocciolando gli eccellenti risultati avuti in tre anni e mezzo e sulla nomina di un eventuale commissario per il risanamento, dichiarando la sua disponibilità a mettersi da parte purché si faccia e in fretta, anche se la figura naturale a rivestire quest’incarico dovrebbe essere proprio il sindaco.

Sull’annosa questione del ponte di Messina ha infine fatto un appello a tutti i parlamentari del Sud per invocarne l’inclusione nel PNNR dal quale è stato escluso dal governo Draghi.

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