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L’opinione: l’ennesima ordinanza illegittima e ingiustificata del sindaco De Luca Semiramide

L’opinione: l’ennesima ordinanza illegittima e ingiustificata del sindaco De Luca Semiramide

I paralogismi sono lo sforzo sincero delle menti ottuse per imporre la loro presunzione sempre
colpevole alla logica evidenza.

Infatti, pur essendo inconfutabile che il virus si trasmette nel contatto, non tutti i contatti sono contagiosi, come invece stabilisce il divieto di ogni permanenza e di ogni stazionamento dell’ordinanza sindacale del 1° maggio.

Una profilassi deve basarsi solo sulla conoscenza scientifica delle modalità di trasmissione dell’agente patogeno, come pure una normativa a tutela della profilassi deve definire con meticolosa chiarezza la figura di reato che
implica limitazioni alla libertà di movimento, in modo da escludere le interpretazioni arbitrarie.


Con l’ordinanza sindacale gli abitanti di Messina già sottoposti agli obblighi governativi della zona arancione stabiliti con legge, devono in aggiunta sottostare a restrizioni da zona rossa decise con atto amministrativo ingiustificato e illegittimo, che a causa della sua indeterminatezza “libito fe’ licito” per volontà non già di Semiramide regina ma di Cateno sindaco.

Infatti, in assenza di criteri oggettivi toccherà al singolo tutore dell’ordine giudicare quante persone costituiscono un gruppo, se un gruppo forma un assembramento, in quale luogo e per quali comportamenti un assembramento
diventa contagioso, quindi ammonire, identificare, segnalare, multare, disperdere, in un crescendo di potere inebriante per l’agente in divisa, annichilente per i malcapitati, che, vigente la Costituzione, subiscono tuttavia una riduzione alla sudditanza.

Senza anatemi, doliamoci di noi, cercando di fare di necessità virtù. Come ogni altra annosa questione del caso Italia, anche il problema di una classe politica antidemocratica, populista, istrionesca e ignorante è stato a tal punto
aggravato dalla pandemia, che, se non vogliamo suicidarci fallendo la ricostruzione, siamo obbligati dalla forza delle cose alla sua sostituzione.


Carlo Callegari dirigente nazionale del Partito animalista italiano

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