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Irccs Neurolesi, Articolo Uno Messina e Claudio Fava: “Mancata indicazione del componente della Regione”

Irccs Neurolesi, Articolo Uno Messina e Claudio Fava: “Mancata indicazione del componente della Regione”

“Nelle scorse settimane, l’On. Claudio Fava – Presidente “Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia” (ndr.)– ha depositato una interrogazione (1) relativa alla procedura di selezione del nuovo direttore scientifico dell’IRCCS Centro neurolesi Bonino Pulejo di Messina per chiedere se la Regione avesse provveduto a indicare il componente della Commissione di valutazione per la selezione dei candidati di propria pertinenza evitando di dilatare i tempi rispetto all’iter avviato dal Ministero della Salute. Ad oggi, non risulta che la Regione abbia provveduto”. Così Domenico Siracusano, Segretario Provinciale Articolo Uno – Messina.

(1) La Commissione di valutazione per la selezione della terna dei candidati “composta dal Direttore generale della ricerca scientifica e tecnologica, da un rappresentante competente designato dalla Regione ove l’istituto ha la sede principale, da tre rappresentanti della comunità scientifica, anche di nazionalità straniera, di indiscussa fama internazionale nella disciplina, individuati tenendo conto dell’equilibrio di genere”.

Qui, di seguito, una nota congiunta a firma di Claudio Fava, Parlamentare ARS Centopassi, e Domenico Siracusano, Segretario Provinciale Articolo Uno Messina: “La mancata indicazione del componente della Regione Siciliana nella Commissione di Valutazione per il nuovo Direttore Scientifico dell’IRCCS Neurolesi di Messina da parte del Presidente ,oggi anche Assessore alla Salute, Nello Musumeci, è emblematico di uno stile di Governo.

È gravissimo bloccare, nei fatti, un iter che avrebbe potuto rimettere in moto una struttura invece di lasciarla nel limbo di logiche di potere viste e riviste. Ci rivolgeremo direttamente al Ministro della Salute, Roberto Speranza, per chiedere di mettere in mora la Regione ed impedire che prevalgano pratiche dilatorie che non fanno il bene della struttura, delle sue lavoratrici e lavoratori e delle finalità di ricerca e cura per cui esiste”.

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