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Caso aggressione, il sindaco De Luca replica a D’Uva (M5S) “sono i primi responsabili che generano tensione sociale”, e in un nota ribadisce: “si è oltrepassata la misura in tutti i sensi”

Caso aggressione, il sindaco De Luca replica a D’Uva (M5S) “sono i primi responsabili che generano tensione sociale”, e in un nota ribadisce: “si è oltrepassata la misura in tutti i sensi”

Non ci sta il sindaco di Messina a diventare capro espiatorio dell’assurda vicenda, dell’insano gesto di uno sconsiderato, che questa mattina ha visto coinvolto un incolpevole dipendente comunale vittima di una vile aggressione.

Ecco cosa ci ha dichiarato Cateno De Luca in merito al comunicato stampa ( qui il link per leggerlo https://messina7.it/2021/06/09/laggressione-al-dipendente-comunale-anche-il-m5s-contro-il-clima-avvelenato-dalle-dirette-del-sindaco-duva-si-mantengano-bassi-i-toni/ ) emesso dal movimento cinquestelle cittadino:

La Città di Messina e la Sicilia non ha bisogno dei D’Uva di turno, che sono in parlamento ormai da oltre otto anni e non hanno mai fatto nulla per Messina. Tant’è vero che D’uva non ha mai presentato un disegno di legge per le baracche, l’ha fatto solo dopo che se n’è occupata Matilde Siracusano. Questi rappresentano la vergogna della nostra terra, e sono i primi responsabili che generano tensione sociale, perché se la nostra terra è ridotta in queste condizioni di povertà e proprio dovuto agli Ascari che abbiamo eletto nel parlamento nazionale e di cui D’Uva è un degno rappresentante.

In una nota inviata alla stampa il sindaco, risponde a tutti gli “attacchi” che si sono susseguiti nel corso della giornata:

“Si è oltrepassata la misura in tutti i sensi. Oggi un diligente e competente funzionario comunale è stato violentemente e vigliaccamente aggredito nel suo ufficio da un sedicente imprenditore di Rometta, che intendeva realizzare un nuovo lido nella zona sud di Messina. Questo soggetto, dopo essersi introdotto clandestinamente negli uffici dell’urbanistica, ha atteso il dipendente comunale per sferragli una violenta testata al volto, che gli ha provocato lesioni gravi.

Non c’è motivo o giustificazione alcuna per un fatto così ripugnante che va deprecato e stigmatizzato con forza. A ciò si aggiunga che l’esito della pratica sollecitata dall’aggressore era in attesa di un pronunciamento del Demanio Marittimo, avendo fatto gli uffici comunali tutto ciò che era nelle loro competenze.

Esprimo tutta la mia solidarietà al dipendente ferito, in maniera veramente sentita, così come la gratitudine verso chi negli uffici comunali lavora mettendo anche a rischio la propria incolumità.
Se quanto accaduto non fosse di per sé angosciante, non va poi  taciuta la farneticante dichiarazione di un sindacalista, tale Fucile, il cui nome è già tutto un programma. Questo esponente della CGIL ha sostenuto, in sostanza, che il colpevole di tale vile gesto… sono io! “Non c’è alcun dubbio – dice il “Fucile” cigiellino – che a legittimare certe reazioni sia la campagna d’odio cavalcata dal primo cittadino”. Avete capito bene: c’è scritto proprio così… legittimare!

Capisco che la vigliaccheria possa generare vigliaccheria, ma dire che certi comportamenti delittuosi e violenti possano essere ‘legittimati’ dalle opinioni espresse da un Sindaco ha dell’incredibile! Pur di attaccarmi, questo signore arriva anche a giustificare un grave episodio di violenza commesso ai danni di un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni! E poi sarei io l’istigatore alla violenza?
Stendiamo un velo pietoso nei confronti di un soggetto che per ristrutturare la propria dimora per le vacanze estive sulla splendida isola di Salina ha usato l’elicottero in violazione del regolamento della riserva naturale. E’ pure vero che anche altri sindacalisti stanno cercando di speculare sull’accaduto per mantenere le loro deleghe sindacali, ovvero il loro pane, ma senza spingersi fino all’apologia di reato come ha fatto Fucile evidentemente perché sono a conoscenza delle sue magagne malcelate.
Ho sempre difeso e sostenuto chi fa il proprio dovere e non intendo arrendermi di fronte a chi vorrebbe intimidire le persone perbene che fanno il loro lavoro, così come non posso accettare certe squallide speculazioni sindacali, fatte letteralmente sulla pelle di un funzionario comunale!

Ai soliti pataccari di certa stampa non replico perché comprendo che anche loro tengono famiglia ed in un modo o nell’altro, pur se agendo da inescusabili miserabili, devono comunque portare la pagnotta a casa”.

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