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Se questo è un cittadino: il green pass come affermazione dello stato totalitario

Se questo è un cittadino: il green pass come affermazione dello stato totalitario

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Cosi recita l’articolo 32 della Costituzione Italiana.

Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che la Costituzione Italiana  è il documento normativo che occupa il vertice nella gerarchia delle fonti dell’ordinamento giuridico della Repubblica, per definizione rigida e cioè non modificabile da leggi ordinarie ma solo attraverso un procedimento legislativo aggravato, che richiede un consenso più ampio rispetto a quello della sola maggioranza.

A chi scrive, sembra evidente che le proposte avanzate in queste ore sull’utilizzo del green pass, come l’ipotesi di potersi spostare con mezzi pubblici, andare al cinema o teatro, o anche solo andare al bar, fare la spesa in un supermercato dovendo esibire questo documento abbiano davvero poco di costituzionale.

Purtroppo però, la proposta del modello francese va ben oltre, praticamente sarà obbligatorio per accedere in tutti i luoghi a rischio di assembramento.

Se l’idea dovesse passare, chi non l’avrà sarà escluso dalla vita sociale e pubblica del paese, un po’ come successe agli ebrei in Germania durante il nazismo dopo le leggi di Norimberga del 1935.

Certo, il paragone può sembrare un po’ forte a primo acchito, ma la svolta autoritaria di questa vicenda può portare a molto peggio.

Nella comprensione profonda delle possibilità di manipolazione psicologica di uno stato totalitario, questo green pass è programmaticamente orientato ad imporre un linguaggio inadatto all’espressione delle potenzialità critiche del pensiero.

Cerca quindi di abituare le menti umane alla tolleranza, o sudditanza, per le contraddizioni logiche che caratterizzano la propaganda politica di questi governo (che purtroppo non è di diretta espressione della volontà popolare), e cerca di canalizzare l’emotività individuale nelle sole direzioni utilizzabili per la riproduzione dell’ordine sociale. 

L’irrazionalismo sociale totalitario dell’Oceania descritto in “1984” di George Orwell si sta palesando in tutto il suo orrore tra noi.

Lo hanno ben capito gli inglesi, patria della democrazia parlamentare più antica del mondo, che hanno deciso di riaprire tutto, e lunedì festeggeranno il “Freedom Day”, il giorno della libertà, consapevoli del fatto che l’unica strada percorribile è ormai questa, viste tutte le innegabili e fallimentari politiche di restrizione fin qui intraprese in ogni parte del pianeta.

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