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Tornano a far sentire la loro voce gli otto consiglieri di maggioranza di Confcommercio Messina

Tornano a far sentire la loro voce gli otto consiglieri di maggioranza di Confcommercio Messina

Questa volta per rimettere il proprio mandato
nelle mani dei vertici nazionali, ai quali , tramite il loro legale, hanno fatto istanza di commissariamento degli organi provinciali di Messina ai sensi
dell’art. 21 dello statuto confederale.


”Noi” non siamo legati alla poltrona! Agiamo nell’esclusivo interesse di
Confcommercio Messina, della città di Messina e delle loro Istituzioni.
Per tali ragioni rimettiamo il nostro mandato nelle mani della Confederazione nazionale, confidando che sia la scelta giusta e necessaria per il bene della città, certi che la Confederazione, ormai a conoscenza di tutto, agisca in tempi stretti e faccia la sua parte in ossequio alle norme dello statuto nazionale.
Rappresentiamo, e lo ribadiamo ancora una volta, non solo le uniche tre Categorie ancora esistenti in seno all’associazione, ma soprattutto la maggioranza
del Consiglio Generale e quindi degli associati, poiché, a parte noi otto, i restanti
consiglieri versano in situazioni documentate di conflitto di interesse, compreso
il presidente Picciotto, e perciò decaduti di diritto.
Confermiamo pubblicamente quanto rappresentato nella nostra missiva
indirizzata ai vertici del sistema regionale e nazionale di Confcommercio, ossia “
le forti criticità della gestione dell’Associazione di Messina, atteso che le opacità presenti rendono difficile il rapporto della stessa Confcommercio con il territorio e con il sistema delle imprese. Una gestione poco trasparente, che lascia da oltre un
anno cadere nel vuoto ogni legittima richiesta di documenti, chiarimenti e regolare confronto con tutte le parti, che impedisce a Confcommercio Messina di
essere il punto di riferimento dei settori imprenditoriali della Provincia e rappresentare un interlocutore serio e credibile delle stesse Istituzioni Pubbliche”.
Oltre alla mancata presentazione dei rendiconti consuntivi e preventivi da oltre 3 anni, la mancata ricostituzione degli organi di maggiore garanzia per gli
associati, il Collegio dei Sindaci Revisori e il Collegio dei Probiviri, la presenza del direttore di Enna che ha assunto le funzioni di quello di Messina senza un regolare Consiglio all’uopo convocato (condizione necessaria, a norma di statuto,
per la nomina del direttore), la ormai accertata impossibilità del Consiglio
Generale a svolgere i compiti e le funzioni attribuite dallo statuto hanno irrimediabilmente compromesso il normale funzionamento dell’associazione.
Le recenti segnalazioni da parte di utenti e soci che, nel rivolgersi all’associazione, hanno riscontrato anomalie organizzative nell’attuale gestione
amministrativa e contabile di quelle esigue attività che ancora la struttura di Messina continua a svolgere ma in modo del tutto eterodiretto, ci hanno convinti
a fare un passo indietro.
Infatti, questa eterodirezione, fulcro dell’attuale gestione e attuata con il consenso del presidente Picciotto insieme ai suoi picciottiani, sta, ogni giorno che passa, prendendo sempre di più i connotati di una svendita (manca solo il sigillo
di un notaio) di Confcommercio Messina a personaggi esterni, che come risvolto
avrà una pesante perdita che la città di Messina dovrà subire .
Stiamo, infatti, assistendo, grazie a questa pseudo direzione esterna, alla
delegittimazione e alla estromissione delle categorie professionali
legittimamente costituite e attive da anni in Confcommercio Messina, allo
sfaldamento di ogni regola morale, alla palese e continua incoerenza e
contraddizione tra il dire e il fare, tra l’essere e l’apparire di questi incauti soggetti
che oggi comodamente occupano arbitrariamente stanze e ruoli in Confcommercio Messina.
“Insomma, sussistono tutte le condizioni per il commissariamento
dell’associazione di Messina e l’avvio di una nuova sua fase”.
Non vogliamo più proseguire a domandarci e domandare perché
Confcommercio Messina sia stata consegnata ad Enna, perché Picciotto abbia
deciso di agevolare la fusione dell’associazione di Messina alla sua omonima di una piccola provincia dell’entroterra siciliano, perché il Presidente di Messina
insieme a quello di Enna ambiscano alla fusione delle Camere di commercio delle
due città e agiscano affinchè questo accada. Non chiediamo più di ripristinare trasparenza e legalità a chi di trasparenza e legalità ha solo saputo riempirsi la
bocca e le pagine di giornali sino a qualche giorno fa.
A questo punto vogliamo dare a Confcommercio Messina l’opportunità di riprendere un nuovo corso e di riprenderlo con e per i messinesi, senza
alcun altro scopo se non quello di far crescere il nostro territorio e le nostre imprese.
Lo dobbiamo ai tanti imprenditori onesti del nostro territorio, ai tanti che in queste ultime settimane ci hanno manifestato la loro stima e apprezzamento
per la battaglia che stiamo combattendo nei loro interessi, che sperano insieme a
noi di rifondare Confcommercio Messina e con i quali abbiamo già posto le basi per un nuovo percorso associativo basato su rispetto reciproco, democrazia e
condivisione.
Ecco le ragioni che ci hanno costretto a rimettere il nostro mandato nelle mani del Presidente nazionale e di chi ne fa le veci, chiedendo il
commissariamento degli organi dell’associazione provinciale di Messina e l’intervento anche degli organi regionali di Confcommercio.
Auspichiamo, pertanto, che i vertici della Confederazione e di Confcommercio Sicilia non rimangano sordi al nostro appello che mira alla
rinascita di Confcommercio Messina con solide fondamenta di legalità, condizione
imprescindibile per ridare credibilità all’intero sistema associativo e diventare motore di sviluppo e crescita socioeconomica e culturale della nostro territorio.
Infine, i sottoscritti Consiglieri colgono l’occasione per informare la stampa che sarà indetta a breve una conferenza stampa per rendere noti, alla città e a tutti
gli imprenditori soci di Confcommercio Messina, importanti particolari della vicenda e per rimettere pubblicamente il proprio mandato.


I Consiglieri di maggioranza di Confcommercio Messina:
Corrado Andrè, Giuseppe Barbera Campagna, Francesco Crescenti, Pasquale Currò, Sciliberto Salvatore, Paolo Tomasello, Domenico Venuto, Luigi Vezzosi.

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