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Sinalp difende i lavoratori: “Nessuno rimanga senza stipendio per colpa del Green Pass”

Sinalp difende i lavoratori: “Nessuno rimanga senza stipendio per colpa del Green Pass”

Quanto successo a Roma durante la protesta, legittima, di migliaia di lavoratori che non hanno più fiducia nell’attuale classe politica al governo è da condannare senza se e senza ma.
Il Sinalp ha da subito denunciato e condannato le violenze di alcuni delinquenti che hanno approfittato di una legittima e pacifica protesta per scatenarsi nella devastazione.
Fin dall’inizio di questa pandemia come sindacato siamo sempre stati favorevoli alla vaccinazione degli italiani e vogliamo che questo percorso porti il prima possibile alla ormai tanto agognata “normalità” della nostra società.
Purtroppo il Governo, nei fatti, invece di dare sicurezza e certezze agli italiani, ha fatto di tutto per infondere dubbi e paure.
Il Governo Draghi, ma anche il precedente, ha imbarcato, come esperti, tutto quello che poteva, creando un cortocircuito mediale che ha dato vita ed alimentato un fronte civile, che cresce giornalmente di numero, che non ha più alcuna fiducia nelle scelte e nei provvedimenti imposti.
Purtroppo quanto è successo a Roma non è stato capito a fondo o non si è voluto capire, ed alcune forze politiche, che sostengono il Governo Draghi, invece di chiedersi perchè milioni di italiani, sono apertamente contrari a come è stata gestita questa pandemia e per ultimo, all’imposizione del green pass come certificazione obbligatoria per vivere e lavorare, fanno dichiarazioni buone solo ad infiammare ancora di più gli animi.
Dichiarare che gli oltre 10.000 italiani che si erano riuniti pacificamente a Roma sono tutti fascisti o inneggianti a tale dittatura è da incoscienti, accusare tutti i manifestanti di voler destabilizzare le regole democratiche alla base della nostra democrazia è da mentitori consapevoli di mentire.
Dal 15 ottobre entrerà in vigore il DECRETO-LEGGE 21 settembre 2021, n. 127 che imporrà a circa 23 milioni di lavoratori, sia nel settore pubblico che in quello privato, l’obbligo del Green Pass per poter lavorare.
Chi non accetta questa imposizione, sicuramente poco democratica per non dire dittatoriale, sarà escluso dal lavoro e quindi dal sistema produttivo della Nazione.
Ma non soddisfatti di questa aperta violazione dei diritti basilari di ogni Nazione che si dichiari democratica, si impone anche, che questo lavoratore “reprobo” rimanga senza stipendio condannando alla disperazione anche la sua famiglia.
Come Sindacato non possiamo assolutamente permettere che una legge liberticida condanni alla “morte sociale” tutti quei cittadini che non hanno il Green Pass.
Se ciò avverrà il sindacato sarà in prima linea nella difesa del diritto al lavoro e del diritto alla libertà dei lavoratori.
Tra l’altro ricordiamo a tutti noi che se ciò avvenisse tutto il sistema economico che regge la nostra Nazione, collasserebbe, distruggendo quanto di buono fatto dal dopoguerra ad oggi.
Basti pensare che se si bloccasse la filiera distributiva dei beni e dei servizi assisteremo ad una crisi spaventosa che metterà in ginocchio l’Italia e sarà probabilmente una crisi irreversibile.
Chiediamo al Governo Draghi ed ai partiti che lo sostengono, di riflettere su tutto quanto sta accadendo e di agire di conseguenza senza pregiudizi, ma con la mente libera da preconcetti ideologici che ormai non esistono più se non in piccolissime sacche di nostalgici.
Ci auguriamo che il nostro Presidente, On. Mattarella, si faccia promotore, per il bene della Nazione, di nuove soluzioni condivise tra l’intero popolo italiano ed il Governo Draghi.
Siamo certi che prevarrà il buon senso delle Istituzioni e che non sarà cavalcata l’arroganza ideologica tanto cara ad alcuni partiti di governo.
In ogni caso come Sinalp abbiamo già organizzato il nostro ufficio legale di via G. Serpotta 53 Palermo tel. 091333195, per affrontare e difendere al meglio i lavoratori ed i loro datori di lavoro, che saranno costretti a subire questa legge liberticida.
La Direzione Sinalp
Dr. Andrea Monteleone

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