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Spadafora onora San Martino

Spadafora onora San Martino

L’11 Novembre celebra il vescovo di Tours noto come San Martino.

Come tradizione si assaggia il vino nuovo.

Proverbiali l’umiltà e la carità del Santo che, hanno dato origine ad alcune leggende. È conosciuta l’estate di San Martino, la quale si manifesta in senso metereologico sin dai primi giorni del mese di novembre e da inizio ad alcune feste popolari della “tradizione”.

Una tradizione che, si tramanda di generazione in generazione, un vero e proprio culto che, coinvolge, in particolar modo, piccoli borghi della Sicilia, dove la Santa Festa è molto sentita in comunità.

Gran festa a San Martino borgo poco distante da Spadafora dove, sin dalle prime ore di stamattina, si è onorato il Santo co-patrono, con una celebrazione eucaristica nell’omonima chiesa del borgo.

La celebrazione presieduta dal sacerdote Giovanni Sottile, insieme a padre Gioacchino e ai due diaconi Garufi e Toscano, ha visto la partecipazione del Sindaco, Tania Venuto, di tutta la giunta e del comandante dei vigili urbani.

LA LEGGENDA DI SAN MARTINO

Martino di Tours fu un vescovo cristiano che visse nel IV secolo d.C.L’ 11 Novembre il cielo era coperto, piovigginava e soffiava un forte vento che penetrava nelle ossa. Martino, figlio di un ufficiale dell’esercito romano, giovane soldato di cavalleria della guardia imperiale, stava rientrando nella propria abitazione. Portava l’armatura, lo scudo, la spada e un mantello caldo e foderato di lana di pecora. Lungo il tragitto incontra un povero vecchietto coperto soltanto di pochi stracci che chiede l’elemosina, seduto a terra, tremante per il troppo freddo.Il cavaliere lo osserva attonito e, sin da subito avverte una stretta al cuore: “Poveretto, – pensa – morirà per il gelo!”Impietosito, Martino scende dal cavallo e con un colpo secco di spada taglia in due il suo bel mantello e dona una parte al povero.Martino felice per il gesto di carità sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un vento rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l’aria si fa mite. Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ecco l’estate di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare il gesto di carità.Nella settimana che ricorre San Martino, spesso si assiste ad un breve periodo in cui il clima diventa più mite e si parla, secondo i detti popolari di “estate di San Martino: “L’estate di San Martino…dura tre giorni e un pocolino”. Leggete questa storia ai vostri figli è molto significativa, un grande esempio di carità che, ahimè purtroppo al giorno d’oggi manca.

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