Breaking News
Home / Cultura / Il terremoto del 1908, la distruzione di Messina
Il terremoto del 1908, la distruzione di Messina

Il terremoto del 1908, la distruzione di Messina

Il Novecento definito da Hobsbawm, il secolo breve, racchiude in se due terzi degli avvenimenti della storia contemporanea: dalla nascita del Vocianesimo al Neorealismo, e custodisce una serie di avvenimenti che hanno cambiato radicalmente il nostro Paese.

Il nostro obiettivo è quello di analizzarli uno ad uno, e vogliamo iniziare dal terremoto del 1908 che distrusse completamente la città di Messina.

“La, sera del 27 dic.1908, noi eravamo tutti e sette riuniti nella stanza da pranzo, attorno al gran tavolo giuocando a tombola, consuetudine di tutte le famiglie nelle lunghe serate di natale. Ci divertimmo tanto e alle dodici si andò a dormire tranquillamente…… Si dormiva dunque, i miei genitori nella loro camera,le mie sorelle ed io in un’altra, ed il mio fratellino in una camera attigua a quella del babbo e della mamma,quando uno scossone spaventoso,terribile,ci ha svegliati di soprassalto…..la scossa non cessava,ma aumentava d’intensità ed era tale da far danzare furiosamente il letto,il pavimento,i mobili accompagnata da boati e urli spaventevoli come di bestie feroci. Sgomente,furibonde dal terrore,balzammo dal letto e seminude in mezzo alla calcina che ci pioveva addosso,ai mobili che cascavano,alle pareti che si aprivano,scappammo nella camera dei miei genitori, che tremanti,sulla soglia del balcone ci aspettavano…….”

E’ questa la testimonianza di Caterina Elvira Crescenti, dal libro Impressioni di una profuga messinese; la donna vi descrive minuziosamente tutto quello che accadde quel 28 dicembre 1908.

Il sisma di magnitudo 7.1 distrusse completamente le città di Messina e Reggio Calabria nell’arco di 40 secondi; la notizia si diffuse rapidamente in tutta Italia e la Regina Elena non esitò a raggiungere Messina, svestire i panni regali e aiutare la popolazione disagiata.

Il 12 gennaio 1909, il Parlamento italiano deliberava la rinascita sul sito storico della città, ma con le severe prescrizioni dettate da una Commissione nominata dal governo.

L’incarico di redigere il nuovo piano urbanistico fu affidato al dirigente dell’ufficio tecnico comunale, ing. Luigi Borzì, il cui progetto, sull’impronta ideale tracciata dalle linee del piano Spadaro del 1869, fu approvato alla fine del 1911.

Messina contò più di 90.000 vittime e la città fu ricostruita sulle macerie, come dimostra ancora oggi la Chiesa SS. Annunziata dei Catalani.

Seguici e condividi:

Lascia un commento

Torna su