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Morto di Covid il Maestro Melo Mafali: aveva 63 anni

Morto di Covid il Maestro Melo Mafali: aveva 63 anni

Genio della musica, grande pianista e arrangiatore, compositore di spicco. Noto tra Messina, la sua città, e la Germania. “Fratello d’arte” del contrabbassista e compositore Pippo Mafali, precedentemente scomparso. Si è spento, all’età di 63 anni, all’ospedale “Magyar Imre Kórház”. Il peggioramento sarebbe avvenuto nell’arco dei tre giorni successivi al tampone risultato positivo. Si trovava in Ungheria per un progetto. Sue, insieme a Bruno Venturo, le musiche per il film “Un amore di Gide di Diego Ronsisvalle. Messina è addolorata. Tutti increduli dinanzi ad una morte inaspettata, che mai nessuno si sarebbe immaginato, né mai avrebbe voluto.

Social interamente inondati da messaggi di addio ad un grande della musica, che era un grande uomo. Il vocalist Janez: “Con gli occhi pieni di lacrime R.i.p. Amico Melo Mafali“. Il compositore Alessandro Magnisi: ““Il Maestro, migliore di me e di tutti gli altri…un talento smisurato, una persona dal cuore grande. Le lacrime non saranno mai abbastanza per te, a me ed agli altri almeno resta la grande musica che hai composto. Riposa in pace amico mio, che la terra ti sia lieve”. Il musicista e insegnante di chitarra Patrick Fisichella: “Oggi si è strappata una pagina molto importante dello spartito. Resta una partitura incompleta che non suonerà mai più come prima. Eterna stima per un grandissimo musicista come Melo Mafali”.

Sgomenta La Filarmonica Laudamo Messina: “Pianista, compositore e arrangiatore messinese di smisurato talento, è stato un punto di riferimento assoluto per innumerevoli musicisti e appassionati. Lo ricordiamo, fra le tante cose, per il bellissimo concerto dedicato a Keith Emerson, per la 98esima stagione della Filarmonica Laudamo“. Anche il chitarrista Gianluca Rando ha manifestato il proprio sgomento: “Tanto dolore… se n’è andato un Amico, un fratello, uno di quei compagni meravigliosi che difficilmente la vita sceglie per te. Un uomo intelligente e perbene che mi ha insegnato tanto e non solo musicalmente. La cosa più devastante è il saperlo da solo in Ungheria, vittima di una malattia crudele che non permette neanche un abbraccio. Sarà difficile riascoltare i brani incisi insieme, ogni nota parlerà solo di lui”.

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