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Mistretta: Italexit, denuncia ed è vicina ai genitori del piccolo morto in autostrada

Mistretta: Italexit, denuncia ed è vicina ai genitori del piccolo morto in autostrada

Sulla vicenda del piccolo morto appena venuto al mondo si pronuncia anche Italexit Messina, segnalando l’inadeguatezza della classe politica siciliana rispetto al Sistema Sanitario locale attuale.

La vicenda che ha visto protagonista, nella giornata di ieri, giovedì 2 dicembre, la donna 37enne, che durante la corsa in autostrada ha perso il proprio bambino proprio mentre si recava in ospedale, evidenzia come la Sanità nei suoi tagli non abbia considerato le grandi distanze che intercorrono tra i piccoli centri collinari e montani.

La mancanza di punti nascita a Mistretta al momento causa non pochi disagi alle famiglie che si trovano in una situazione di emergenza come quella accaduta ieri, percorrendo ben 93 km prima di raggiungere un ospedale che possa prestare soccorso. Miliardi di euro spesi per l’emergenza sanitaria, mentre si continua a tagliare posti letto e punti nascita in tutta la Sicilia.

Ne esce fuori un quadro drammatico se pensiamo a quanta economia la classe politica metta in pratica per queste vere emergenze e quanto invece viene speso per la “finta emergenza Covid”.

“Siamo vicini alla famiglia del bimbo deceduto. Per quanto sia doloroso dirlo, ciò che è accaduto giovedì pomeriggio sull’autostrada A20, nei pressi di Santo Stefano di Camastra non è altro che una tragedia annunciata.

Una morte la cui responsabilità va ascritta, senza giri di parole, a tutti i cosiddetti politici regionali e nazionali che in questi anni hanno consentito la devastazione della Sanità pubblica.

Per raggiungere il punto nascita più vicino, ossia l’ospedale di Patti, la povera ragazza ed il marito avrebbero dovuto percorre oltre 90 chilometri, e ciò perché, a causa di tagli indiscriminati e senza un minimo di razionalità, sono stati chiusi a seguire i punti nascita di Mistretta e Sant’Agata di Militello, lasciando totalmente scoperta tutta la zona nebroidea.

Spiace adesso assistere all’indecoroso tam tam di diversi politici di breve o lungo corso che si stracciano le vesti, e mi riferisco soprattutto a quelli che fanno capo agli stessi partiti che siedono in maggioranza all’ARS.

Il Governo regionale negli ultimi due anni si è di fatto preoccupato esclusivamente di gestire politicamente ed economicamente i fondi pervenuti grazie all’emergenza Covid, trascurando totalmente le gravissime carenze della rete ospedaliera siciliana e della medicina territoriale.

L’ennesima occasione persa.”

Giuseppe Sottile, dirigente nazionale, e Giuseppe Munaò, dirigente regionale ITALEXIT.

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