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Nautico Messina, Schirò: “questo trasferimento non ci sarà né ora né mai”

Nautico Messina, Schirò: “questo trasferimento non ci sarà né ora né mai”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dirigente presso ITTL Duilio ITTL Nautico Duilio di Messina.
La collocazione nei pressi di Viale Giostra ha scatenato non poche polemiche della Schirò, degli insegnanti e delle famiglie degli alunni, che hanno manifestato a “VOCE ALTA” il proprio dissenso. Studenti della provincia, pendolari, avrebbero oggettive difficoltà se lo spostamento dovesse diventare definitivo.

“Gli istituti nautici per la loro particolare offerta formativa, sono un esempio di best practices che coniuga competenze proprie del settore education con competenze afferenti al training, in grado di soddisfare le esigenze del sistema istruzione e le richieste del cluster marittimo, un sistema tecnico di alta specificità, affidabile, certificato, monitorato e valutato da enti esterni internazionali, che rilascia al termine del percorso di studi quinquennale un titolo immediatamente spendibile nel mondo del lavoro, così come attestato dalle percentuali di occupazione nel sistema produttivo della filiera dei trasporti, della logistica, della marina mercantile, diportistica e cantieristica.  Per tali motivi essi costituiscono una polo di riferimento per il territorio d’appartenenza.
Essi  non sono presenti diffusamente nei territori come i licei o gli istituti tecnici, che addirittura possono essere anche in numero maggiore nella stessa città, ma svolgono una funzione di presidio di natura territoriale; di solito sono dislocati a livello provinciale  unicamente in una sola città solitamente il capoluogo. Per Messina il Nautico assume una funzione extraterritoriale, non solo perchè si ritrovano iscritti proveniente dalla provincia sia ionica che tirrenica, ma è riferimento storico anche per una utenza proveniente dalla Calabria.
La decisione della Città Metropolitana di spostare una parte delle classi dell’ Istituto Duilio in un’altra sede distante più di sei chilometri dalla sede centrale del nautico Duilio, storicamente in via La Farina, appare priva di giustificazioni e per nulla rispettosa delle esigenze dell’ Istituto, giacché l’utenza dell’Istituto Duilio conta più del 50% di studenti pendolari; tali esigenze non vengono né considerate né rispettate, trascurando il sacrosanto diritto allo studio e la libertà di scegliere il percorso formativo che rispecchia la vocazione di ciascuno.
Per tale aspetto la sua localizzazione è determinante per rendere accessibile la scuola a tutta la potenziale utenza scolastica.
Lo spostamento in area decentrata, di una parte delle classi, rispetto al punto di arrivo della maggior parte dei mezzi di trasporto provenienti dal territorio provinciale (stazione ferroviaria) e extraprovinciale (porto) rende ancora più problematica la possibilità, per la stragrande maggioranza degli studenti, di poter frequentare regolarmente la scuola, non rispondendo più ai requisiti di presidio extraterritoriale per tutta la popolazione studentesca che desidera intraprendere una carriera marittima.
Ignorare questi aspetti significa disconoscere la storia messinese e la funzione del Caio Duilio di Messina, chi è nato a Messina ne ha orgoglio e vanto, chi non lo è e non comprende questa sua peculiarità non fa certo un bene alla città; il problema non è derubricabile a semplice soluzione di aule qui o là, tra scuole che hanno ruoli identici, è indiscutibile che la funzione del Caio Duilio di presidio extraterritoriale è diversa da quella di un istituto tecnico che ha una popolazione scolastica più cittadina.
Messina, tristemente nota fra le città d’Europa per la fuga di giovani che intraprendono la loro carriera altrove, nel caso dei diplomati dell’istituto nautico, al contrario, pur navigando in giro per il mondo, rimangono iscritti al registro della Gente di Mare di Messina e costituiscono una vera risorsa anche economica per il benessere della città, quali portatori di ricchezza e valore aggiunto alla nostra realtà.
Accettabile, invece, sarebbe stata, la soluzione concordata con la Città Metropolitana, di locazione di uno stabile posto in Via Santa Cecilia, soluzione sicuramente più idonea alle esigenze della scuola, la cui trattativa prevedeva una stima di 4-5 mesi l’esecuzione dei lavori; essendo un plesso, nelle immediate vicinanze della sede centrale, prospiciente il mare e con accesso alla spiaggia antistante, sarebbe ideale per un istituto ad indirizzo marittimo; sembra, però, che non sia stata in seguito giustificata la spesa economica della locazione.
Il provvedimento della Città Metropolitana contrasta nettamente con le aspettative delle famiglie che, all’atto dell’iscrizione dei loro figli, prevedevano legittimamente di concludere il percorso scolastico nell’istituto scelto nel rispetto delle aspirazioni degli stessi e delle loro scelte consapevoli e vocazionali, pur sapendo di andare incontro a sacrifici dipendenti molto spesso dalla distanza della loro abitazione dalla stazione della città, dalla quale è facilmente e rapidamente raggiungibile l’istituto Caio Duilio. Questa scelta mina gravemente il Diritto allo studio, sancito dalla Costituzione italiana e disattende ancora una volta le esigenze della popolazione del Nautico e le aspettative delle famiglie e degli studenti, aggravando il sacrificio quotidiano degli studenti viaggiatori per raggiungere la scuola e probabilmente molti saranno costretti a rinunciare al loro obiettivo di futuro.
La razionalità dei piani urbanistici di tutte le città marittime prevede l’edificazione in prossimità del mare degli Istituti Nautici, scelti dagli studenti per vocazione professionale, mentre gli istituti tecnici e professionali in posizione più decentrata rispetto al centro cittadino, al fine di dotare le aree periferiche di poli formativi importanti che possono costituire un reale punto di riferimento e uno strumento di reale riscatto sociale per i giovani del territorio.
Per queste ragioni in qualsiasi legittima valutazione programmatica il Nautico deve trovare centralità nel rilancio di una città in agonia, che perde pezzi della sua identità e funzione.
Per questi motivi non si può non fare appello a tutte le forze sane e interessate al destino di questo importante istituto e del futuro della città di Messina, dagli Enti e associazioni del cluster marittimo quali capitaneria, direzione marittima, Autorità di Sistema Portuale, vertici della Marina militare e mercantile, Compagnie di armamento, Sindacati dei marittimi, Imprese navali, da quelle meccaniche a quelle turistiche, alle Associazioni degli industriali, alla Camera di Commercio, all’Università, ai Sindaci di Messina, di Reggio Calabria, di Villa San Giovanni, e dei comuni limitrofi, alla deputazione messinese, a tutti quei riferimenti del settore che hanno speso anni per affermare la centralità dell’area Metropolitana dello Stretto, non facciamo morire il Caio Duilio, riprendiamo con forza la ragione non solo storica di una istituzione vanto e riferimento della Messina marittima, evitiamo che il nautico di Messina perda la sua funzione e la sua battaglia competitiva.
La città riprenda con consapevolezza il suo destino e non svenda per ragioni approssimative e parziali la sua storia e la sua identità.”

Maria Schirò
Dirigente presso ITTL Duilio ITTL Nautico Duilio

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