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Epifania: la “zuccherosa” leggenda della Befana

Epifania: la “zuccherosa” leggenda della Befana

La Festività dell’Epifania, come è noto, è la Festa della “calza” e della Befana che tutti i bambini trovano appesa, generalmente, vicino al camino o vicino l’albero di Natale.

La Festa che conquista soprattutto i bambini e che tiene impegnati gli adulti.

Ma esattamente dove affonda le radici la “Festività dell’Epifania che tutte le Feste porta via”?

Noi di Messina7 abbiamo scovato questa simpatica leggenda:

Tanto tempo fa nel cuore dell’inverno, si sparse la notizia della nascita di Gesù Bambino.

All’annuncio dell’Angelo, furono in tanti a mettersi in cammino per andare a Betlemme ad adorarlo e a portargli doni.

Grandi e piccini, pastori, contadini lasciarono le proprie case mettendosi in marcia. Perfino dal lontano Oriente tre Re si misero in viaggio con i loro cammelli per rendere omaggio a colui che sapevano sarebbe diventato di molto superiore a loro, il Re dei Re: erano i Re Magi.

Essi si chiamavano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre e portavano al Bambinello i tre doni più preziosi al mondo: oro, incenso e mirra.Nonostante fossero uomini saggi e colti, il viaggio fu così faticoso e pericoloso che venne a loro un aiuto divino: una splendida stella cometa per indicare la strada.

Attraversarono montagne, paesi e città e tutti i giorni incontravano persone che chiedevano quale fosse la loro meta, appena sapevano che stavano recandosi a vedere il Messia, spesso si accodavano a loro.Il corteo aumentava sempre di più e un giorno i Re Magi giunsero in un piccolo villaggio, dove in una casetta diroccata viveva una vecchietta di nome Befana.

Al passaggio di tutta quella gente guidata dai tre re così regali e imponenti sui loro cammelli, la vecchia superò la sua diffidenza, uscì sulla porta e chiese: «Scusate potenti signori, ma dove state andando?».

Melchiorre rispose: «La profezia sta per avverarsi: sta per nascere il messia, colui che ci salverà dal male e ci donerà la pace. La cometa nel cielo ci guida notte e giorno e nessuno oserà attaccarci: vuoi unirti a noi?».Befana scosse la testa e disse: «No, non posso. Sono vecchia e stanca e poi ho anche il pane e i biscotti nel forno. Però se aspettate, ve ne darò per portarlo al Messia».

I Re Magi rifiutarono di aspettare, sicuramente erano già in ritardo, e l corteo ripartì. Befana rimase sola nella sua casina. Riprese energicamente il suo lavoro e dopo poco iniziò a sfornare pani e biscotti profumati.Quando finì, si accorse che era immersa nel silenzio assoluto. Si affacciò alla finestra e non vide altro che porte sbarrate e strade deserte: erano partiti tutti insieme ai Re Magi.

In un attimo capì che aveva sbagliato: aveva vissuto una vita scialba e solitaria, senza affetti e senza slanci. E aveva rinunciato all’unica buona occasione per dare un senso alle sue giornate solo perché non voleva bruciare il pane in forno! Befana corse in casa, raccolse velocemente in un sacco pani, biscotti e poche altre cose, lo legò ad una scopa e se lo mise in spalla.

Quando uscì, il corteo non si vedeva più ma Befana si mise coraggiosamente in cammino.Per trovare la strada, fu costretta a bussare a tutte le case dove vedeva un comignolo fumante e a chiedere informazioni agli abitanti. In cambio donava i suoi pani e i suoi biscotti e quando li finì iniziò a farsi ospitare per prepararne degli altri e così via, per tante volte.Le piaceva regalarli soprattutto ai bambini, così piccoli e teneri!

Anche se non sapevano indicare la strada, l’accoglievano sempre con entusiasmo.Passarono i giorni e il Messia nacque.

I Re Magi erano giunti a lui e insieme alle più umili genti, avevano posto ai piedi della mangiatoia tutti i loro doni.La vecchia Befana invece non arrivò mai a Betlemme e andò ancora in giro per le case a chiedere informazioni e a regalare biscotti, finchè non giunse la sua ora.

Da allora Befana, come per magia, riappare solo la notte tra il 5 e il 6 gennaio e, anche se non trova Gesù Bambino e i Re Magi, si ferma in tutte le case dove ci sono luci accese e comignoli fumanti e lascia in cambio dolci e regali per i più piccoli.”

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