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Cittadini liberi resistono in piazza nonostante la pioggia, le piazze: non sono verdi, ma multicolor

Cittadini liberi resistono in piazza nonostante la pioggia, le piazze: non sono verdi, ma multicolor

Ieri mattina, intorno alle ore 10:00, presso la Batteria Masotto in fiera a Messina, si è svolta una manifestazione da parte uomini e donne per la rivendicazione dei giusti diritti costituzionali che sono totalmente contro questo fantomatico greenpass.
Ormai è da tempo che si parla di procedure di ogni tipo, il governo ne propina di ogni, e tantissime persone hanno deciso di aderire e sottoporsi a queste norme governative.

Alcuni lo hanno fatto perchè lo ritengono giusto, altri per avere quel briciolo di comodità in più, altri ancora per paura della multa, inconsapevoli probabilmente del fatto che la si può contestare e così via. Moltissimi altri ancora, invece, hanno rifiutato, non lo hanno mai accettato, e stanno continuando a rimanere cittadini liberi rispettosi di se stessi e fedelissimi alla Costituzione italiana, rispettando ugualmente la controparte che nega loro qualsiasi servizio, anche basilare.

Varie peripezie individuali, chi ha raccontato che necessitava di un servizio come il wc, pagando ugualmente un prodotto del bar nel quale si è recato e questi ultimi hanno negato l’accesso, negando anche il cibo o l’acqua da asporto, ma questo è niente in confronto invece a chi ha problemi di salute. Al microfono sono intervenuti cittadini, che hanno avuto e che tuttora hanno, grosse difficoltà per curarsi, come ad esempio una signora che fra le lacrime, ha raccontato tutto il suo iter presso diversi ospedali e che adesso non può muoversi dalla Sicilia, perchè coscientemente sprovvista di greenpass ha concluso dicendo che tanti medici hanno saputo solo fare spallucce di fronte alle sue legittime richieste di curarsi. L”avvocato Sottile ha parlato di diritti, diritti che vengono negati dall’attuale Stato italiano, ribadendo l’assurdità dell’interruzione della continuità territoriale, sottolineando la gravità del fatto che non è stata concessa nessuna deroga, isolando studenti, lavoratori e persone che hanno motivi accertati di salute.

Un signore proveniente da Enna, che è attualmente zona arancione, ha voluto portare la sua importantissima testimonianza come vittima long-covid e così segue:

“Ricoverato a Enna, marzo 2020, per covid19, sono stato vittima della tachipirina e vigile attesa e dopo 22 mesi sono ancora in queste condizioni. Sappiamo benissimo che le cure ci sono, ma sono arrivate dopo qualche settimana dal mio contagio, io sono stato 27 giorni all’ospedale di Enna e sono uscito un disastro. Questa è una malattia che laternizza malattie che uno ha, ma il problema non è il virus, ma la proteina spike, che è un veleno. Quando a fine novembre del 2020, ho preso in mano una serie di ricerche su cosa erano questi vaccini sono saltato dalla sedia, le persone, praticamente, diventano delle fabbriche di spike. Questo è un veleno e ce l’ho addosso, un veleno per il cervello e per i vasi sanguigni, quindi assolutamente non ve lo fate!
Io sono stato dimesso dall’ospedale, secondo i medici, guarito. Non sono solo i sintomi, la febbre, la nausea o la polmonite, ma la malattia continua, io sono infatti un long-covid, un covid cronico e non sanno come trattarmi, non si sa nulla. Ho chiesto la cartella clinica e ne sono venuto in possesso a metà giugno, vado a vedere la mia tac e mi accorgo che c’erano delle cisti al pancreas, non me l’hanno manco detto e neanche scritto, una cosa incredibile!- afferma giustamente con rabbia quest’uomo – quindi io ho un tumore al pancreas, a settembre mi sono recato a Pisa e piangevo in aereo, per 5 settimane mi seguono dalla clinica, ora come ci devono andare? Non so neanche se è maligno o benigno, sono sotto osservazione e se dovessero levarmi il pancreas, io come dovrei passare ? Come dovrei andare? Io preferisco morire, morire nel mio letto, non me ne frega niente, io il vaccino non me lo faccio, muoio naturalmente del mio male, ma non per vaccino. Il pomeriggio sto coricato, perchè poi ho altre 10 malattie, cosa devo fare? Leggo quest’ultima cosa che ha scritto Speranza, se ci sono gli ammalati nelle isole minori, ma io mi chiedo, la Sicilia e la Sardegna cosa siamo? Non hanno cuore, non hanno niente, tutti in galera devono finire”
e conclude così, questo grandissimo coraggioso signore, che nonostante le evidenti difficoltà, è venuto in piazza ed ha resistito sotto l’incessante pioggia, unendosi al coro del dissenso cittadino.

La gente come noi resisterà e non mollerà mai, la libertà è un respiro che ha diritto di fluire ovunque, per tutti.

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