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Ponte “aereo a più campate”: via alla procedura per lo studio di fattibilità

Ponte “aereo a più campate”: via alla procedura per lo studio di fattibilità

La notizia che è stato dato l’avvio all’iter per la valutazione della fattibilità del progetto del Ponte sullo Stretto “aereo a più campate” parte dal Ministero delle Infrastrutture. La velocità decisionale in materia non sembra paragonabile alla velocità di attraversamento del lembo di mare che separa la Sicilia dal resto dellʼItalia qualora il Ponte venisse davvero costruito. È, infatti, proverbiale la lungaggine e gli indugi costituiscono oramai un leitmotiv. Ecco cosa si dice nella nota del Ministero.

“Lo studio dovrà prendere in esame la soluzione progettuale del Ponte aereo campate in relazione ai molteplici profili evidenziati nella relazione presentata il 30 aprile 2021 dall’apposito gruppo di lavoro istituito nel 2020 presso il Mims, valutandone la intrinseca sostenibilità sotto tutti i profili indicati, mettendola a confronto con quella del Ponte a campata unica e con la cosiddetta opzione zero. Inoltre, lo studio deve fornire elementi di natura tecnica e conoscitiva, anche sotto il profilo economico-finanziario.

All’acquisizione del documento di fattibilità tecnico-economica provvederà, tramite procedura di evidenza pubblica, la società RFI Spa, in quanto capace di garantire la più appropriata continuità interconnessione dell’intervento un quelli ferroviari progettati nei territori calabresi e siciliani. Per questo, è stato dato mandato alla direzione generale competente di avviare il processo amministrativo, a valere sui fondi stanziati a tale scopo dalla Legge di Bilancio per il 2021.

Si ricorda che, nei mesi scorsi, il Governo aveva provveduto a potenziare lʼattraversamento dinamico dello Stretto di Messina, anche grazie ai fondi del Piano Nazionale di ripresa e resilienza e del Piano complementare, destinando a tale scopo 510 milioni di euro. Gli interventi messi in atto vanno nella direzione di migliorare e velocizzare l’attraversamento dello Stretto, favorendo la transizione ecologica della mobilità marittima e la riduzione dell’inquinamento.

Tra le iniziative adottate figurano, tra le altre, la riqualificazione del naviglio per il trasporto ferroviario con la messa in esercizio di due nuove navi e l’ibridazione di tutta la flotta, il rinnovo del materiale rotabile ferroviario per velocizzare le manovre di carico scarico dei treni, la riqualificazione del naviglio veloce per i passeggeri e delle stazioni ferroviarie di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni. Sono previsti anche interventi per migliorare l’accessibilità stradale ai porti”.

Nellʼipotesi delle tre campate, il Ponte sullo Stretto avrebbe le fondazioni installate sul fondale esattamente come il ponte di Akashi, ultimato in Giappone nel 1998, che resistette ad un terremoto di magnitudo 6.8. Neo di non trascurabile importanza, i piloni nell’acqua potrebbe disturbate la vita sottomarina.

Sarebbe – forse – meglio optare per il tunnel di Archimede? Ancorato sul fondale marino con piloni o cavi d’acciaio sorgerebbe tra Concessa, a Reggio Calabria, e la Zona Falcata di Messina. Il tragitto sarebbe più breve con una percorrenza più veloce. Oltre ad avere un impatto visivo minimo, non intralcerebbe il traffico marittimo né subirebbe l’impatto di maree, correnti ed eventi meteorologici. Tuttavia, problematica risulterebbe la presenza delle faglie presenti.

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