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Super Green pass al bancone del bar: mazzata o toccasana?

Super Green pass al bancone del bar: mazzata o toccasana?

Sono confusi i gestori, divisi tra Super Green pass SI – Super Green pass NO. Alcuni si trovano a subire una dimuzione dei guadagni, altri sperano che così tutto finirà presto. Fino a che perdurerà lo stato di emergenza, al momento fino al 31 marzo 2022, potranno prendere il caffè o mangiare al bancone di bar e similari attività soltanto i vaccinati e i guariti dal Covid-19. A deciderlo il decreto Draghi, che prevede anche l’obbligo di Super Green pass nei locali all’aperto e non solo per quelli al chiuso. A Taormina, al centro storico, una moria generale di commercianti che hanno deciso di abbassare le saracinesche delle loro attività. Riapriranno in primavera. Lo stesso hanno fatto i ristoratori e i gestori dei bar di zona. La decisione è: meglio chiudere che rimanere aperti.

Una domanda su tutte giunge all’indirizzo del Governo, a formularla i gestori delle attività commerciali: come si può lavorare se i clienti si rifiutano di esibire la certificazione sanitaria? Si è, di certo, risolto un punto in termini pratici: non c’è più, infatti, differenza tra chi consuma al tavolo e chi al bancone. Una discriminazione, però, si conserva: per prendere un cappuccino al bar è necessario essere muniti di Super Green pass, lo stesso non è per chi lavora in un bar se si ha meno di cinquant’anni, visto che spesso i dipendenti hanno decisamente meno di cinquant’anni. È stabilito dal Decreto Legge Draghi del 5 gennaio l’obbligo di vaccinazione per gli under 50. A sottolinearlo il presidente dell’associazione Albergatori Taormina, Gerardo Schuler.

Non manca, tra gli altri, chi si dice favorevole al Green pass rafforzato che rappresenta a loro dire unʼopportunità strategica per fuoriuscire dalla pandemia, non considerando invece valida l’idea di stare ammassati negli spazi esterni.

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