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Morte Augusta Turiaco: Gip dispone indagini e approfondimenti

Morte Augusta Turiaco: Gip dispone indagini e approfondimenti

Dopo che a dicembre la Procura aveva chiesto l’archiviazione delle indagini, adesso – su richiesta del legale della famiglia Turiaco, l’avv. Daniela Agnello – il Gip ha con ordinanza disposto l’avvio di indagini e di approfondimenti investigativi. La Prof. Turiaco era deceduta il 30 marzo del 2021, all’età di 55 anni, dopo 19 giorni di ricovero per problemi di salute insorti subito dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca.

“Occorre cioè accertare, ai fini di una possibile imputazione in ambito penale, se nel caso di specie l’evento che ha portato al decesso della vittima fosse ragionevolmente conoscibile e prevedibile in capo al produttore al momento in cui il farmaco è stato prodotto, immesso in circolazione e nel momento in cui lo stesso è stato somministrato alla odierna vittima”.

“Il ricorso a procedure d’urgenza e di emergenza non può esonerare del tutto da ogni forma di responsabilità, anche solo in astratto. Non può cioè escludersi che una qualche negligenza, imprudenza o imperizia (esclusa ovviamente ogni possibile imputazione a titolo di dolo) sia stata commessa o venga commessa, per esempio violando le procedure e le norme cautelari da esse imposte o, più in generale, omettendo di rilevare criticità che avrebbero potuto e dovuto essere rilevate, in particolare, dal produttore del farmaco e comunicate agli utenti al fine della migliore prevenzione dei pur limitati effetti collaterali“.

Tuttavia “Non può in alcun modo mettersi in discussione l’utilità e la necessità – prosegue il Gip – di una massiccia campagna di vaccinazione volta a fronteggiare la pandemia, peraltro ancora in atto. Solo il ricorso alla scienza e agli strumenti da questa offerti, tra i quali vi è certamente il vaccino, può permettere di arginare ed ha in verità arginato le migliaia di morti in Italia e nel mondo dovute proprio al diffondersi del virus ormai a tutti tristemente noto“.

Rimane ancora da determinare “se l’evento che ha portato al decesso della vittima fosse ragionevolmente conoscibile e prevedibile dal produttore al momento in cui il farmaco è stato prodotto, immesso in circolazione e nel momento in cui lo stesso è stato somministrato alla vittima“.

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