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Flashmob a Roma: protesta a favore dei medici sospesi

Flashmob a Roma: protesta a favore dei medici sospesi

Si è svolto giovedì scorso a Roma, un flashmob di fronte l’ordine dei medici, in segno di protesta per sostenere i medici italiani sospesi. Un gesto che ha riscosso molto successo ,moltissimi infatti sono intervenuti per sostenerli tra sanitari e cittadini.

Alcuni di loro tenevano in mano dei cartelli con scritto : “la medicina è umana”, “anamnesi e indagini cliniche negate dai MMG”, “obiezioni di coscienza” ecc. Alla protesta hanno partecipato anche il Dott. Giuseppe Barbaro e il Prof. Giovanni Frajese.

Durante il suo intervento il Dott. Barbaro ha voluto mettere in evidenza che ” il primo paragrafo del giuramento di Ippocrate dice che la professione medica deve essere libera, indipendente e non condizionata nelle scelte da fare nell’esclusivo interesse della salute delle persone e nel rispetto della vita umana.

Quello che mi viene imputato-continua- è di non essere stato condizionato dalla politica perché io oggi, anche se la seduta è saltata, avrei subito un processo inquisitorio un ritorno, un regresso storico al 1550 con un’interpretazione politica di un’attività clinica che io ritengo corretta. Io ritengo che vaccinare contro una variante che non esiste più non ha più senso. Quello che io non riesco a capire come un’ordine dei medici non abbia messo dei paletti ad un certo punto dicendo basta. Gli effetti collaterali superano i benefici soprattutto sotto certe fasce d’età. Questo vaccino è senza dubbio sperimentale, la prova consiste nel fatto che il foglietto illustrativo è stato cambiato, aggiornato continuamente arrivando ad aggiungere 1300 tipi di nuovi effetti collaterali-ha concluso“.

In seguito è intervenuto il Prof. Frajese: “Io vorrei solo dire a tutti voi che siete qui ma anche a coloro che ci sono vicini con il cuore grazie. I dati medici che ci pervengono purtroppo non sono buonissimi.

Con il passare del tempo le dinamiche della sperimentazione a cui siamo stati sottoposti diventeranno più chiare .Speriamo che con il tempo si vengano a scoprire anche i meccanismi fisiologici ed i problemi post vaccino, per poter arrivare soprattutto alle persone . Questo perché sembra che quello che si sia perso in tutto il discorso è l’attenzione alle persone- ha continuato- abbiamo una corsa alla digitalizzazione, tutto corre verso una digitalizzazione. Anche noi attraverso Qr code siamo diventati dei numeri. Se entreremo in questa distopia digitale non credo che viverla sia una cosa che valga la pena fare- ha concluso”.

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