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Incontro con Savio Palazzolo presso la Feltrinelli Point

Incontro con Savio Palazzolo presso la Feltrinelli Point

Un interessantissimo incontro con inizio alle ore 18 si é svolto giovedi, 14 aprile presso la libreria Feltrinelli point, per la presentazione del libro intitolato “I fratelli Graviano stragi di mafia segreti e complicità” del giornalista inviato di “Repubblica”. Il libro racconta la storia criminale di Giuseppe e Filippo Graviano, nati e vissuti nel quartiere “Brancaccio” di Palermo. I Graviano erano dei killer e hanno gestito una quantità enorme di denaro con il traffico di droga perché genera enormi guadagni. Era presente all’incontro anche il Procuratore della Repubblica di Messina Maurizio De Lucia, ospite illustre alla presentazione del libro di Palazzolo.

La presentazione del libro é stata curata dal giornalista della Gazzetta del Sud Nuccio Anselmo. Palazzolo si é commosso più volte e ha fatto fatica a trattenere le lacrime, quando ha ricordato la figura di Don Pino Puglisi, il cui libro é dedicato, parroco di Brancaccio  ucciso dalla mafia. Palazzolo ha fatto notare ai presenti che vi era un muro di omertà e di paura, anche della Chiesa che non si é costituita nel processo come parte civile.

Graviano é stato quello che ha portato l’esplosivo a Brusca per l’attentato a Capaci contro Giovanni Falcone ed é l’unico mafioso coinvolto in tutte le stragi di mafia. Palazzolo ha continuato nel dire, che bisogna indagare ancora in delle verità non dette da Graviano, ma il Procuratore De Lucia che per i magistrati e gli organi inquirenti conta solamente il “detto e verificato”.

De Lucia ha continuato nel dire che “Cosa nostra” é allo sbando, perché gli anziani storici boss mafiosi stanno scomparendo, perché sono passati ormai  tanti anni e che per ben tre volte negli ultimi 15 anni “Cosa nostra” ha tentato di ricostituirsi in tutte le sue componenti, non riuscendovi però fino ad oggi. Attorno alla mafia vige un muro di omertà difficile a rompersi, anche per paura, prova ne é che nonostante le intercettazioni ambientali che non davano adito a dubbi sul pagamento del “pizzo”, i commercianti hanno negato di averlo pagato e sono stati quindi denunciati per il reato penale di favoreggiamento.

De Lucia ha continuato nel dire che dalla mafia si esce o da morti o da collaboratori di giustizia ed é fondamentale che resti l’art. 41 bis, perché fondamentale per la lotta alla mafia. Palazzolo ha ricordato il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul ruolo fondamentale dell’informazione, venuto a Messina in occasione del premio Bonino Pulejo, al teatro Vittorio Emanuele, dicendo che ancora non si conosce il nome di chi ha ammazzato il fratello l’ex Presidente della Regione Siciliana  Pier Santi Mattarella. De Lucia nel suo pregevolissimo intervento, ha continuato nel dire che la strage del 19/7/1992 di via D’Amelio é stato un suicidio per la mafia, perché i boss più pericolosi sono stati trasferiti nei carceri dell’Asinara e di Pianosa ed é iniziata l’operazione “Vespri Siciliani” di presidio del territorio e dei luoghi sensibili con migliaia di militari di leva.

Dopo la strage di Via D’Amelio nasce la stagione del pentitismo prima inesistente, che ha portato a far arrestate e condannare tanti boss mafiosi. A questo punto il Procuratore De Lucia ha dato una notizia “scoop” in diretta a tutti i presenti e cioè che il latitante imprendibile da oltre trentanni Matteo Messina Denaro non é il capo della mafia, non dicendo peró chi fosse secondo lui l’attuale capo mafia. Palazzolo ha invitato anche le nuove generazioni  a rileggere  le carte dei processi, specialmente quelli conclusi con sentenze di assoluzione, in quanto vi sono domande fatte dai magistrati nel processo che hanno portato a non condannare gli imputati perché privi di riscontri probatori. Palazzolo conserva tutti gli appunti su vecchi taccuini, che contengono delle domande, ancora senza risposte, chiusi in una scatola nell’armadio di casa della madre.

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