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UCRAINA: LA MELONI TUONA, LA SICILIA TREMA!

Cambiano i governi, gli orientamenti, ma i governanti italiani continuano a farsi grandi sulla pelle e sulla vita dei Siciliani.

Così come in Italia, anche in Sicilia, il centro destra è riuscito a imporsi come coalizione vincente, arrivando al governo dell’Isola, ma a quanto pare, le politiche italiche, continuano a considerare i Siciliani come carne da cannone, così come venivano considerati durante le due grandi guerre.

Tale disamina si manifesta a seguito delle dichiarazioni del prossimo premier, Giorgia Meloni, la quale non ancora isediatasi, si esprime con forza e fermezza contro la Russia, disconoscendo di fatto l’annessione alla federazione delle neo repubbliche separatiste ucraine.

La cosa ad uno sguardo poco attento può sembrare un gesto quasi scontato, se non fosse che tali dichiarazioni, in virtù degli storici rapporti tra Roma e Mosca, piuttosto che rappresentare una distensione e un’apertura al dialogo, propedeutica ad un’eventuale pace, altro non fanno che inasprire gli animi, allontanando sempre di più la Federazione, col blocco orientale che la sostiene dagli alleati atlantici, ponendo a serio rischio un equilibrio già precario, che potrebbe sfociare in una violenza che investirebbe tutto il globo.

In questo scenario, però, la Sicilia è il territorio europeo che è esposto al rischio maggiore, vista la presenza nell’isola non solo della base di Sigonella, ma anche del MUOS di Niscemi, infrastruttura strategica per le comunicazioni della NATO e per il controllo a distanza dei droni in tutto il bacino mediterraneo e non solo.

Due obbiettivi altamente sensibili e strategici dunque, che rendono di fatto la Sicilia il primo bersaglio da colpire per compromettere seriamente sia le difese che le capacità offensive dell’avversario.

Pertanto, vista la fiducia, che al momento risulta altamente mal riposta, che i Siciliani hanno depositato nelle mani della futura premier e dei suoi alleati, non ci resta che sperare che da parte dei siciliani, presenti nella coalizione meloniana, vi sia una forte presa di posizione al fine di disinnescare un pericolo concreto che pone a rischio sei milioni di Siciliani, magari rispettando per una volta quella costituzione che vede l’Italia, della quale suo malgrado la Sicilia fa parte, ripudiare fortemente la guerra così come ogni forma di violenza.

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