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Viadotto Ritiro, Uil: “Oggi il cantiere è pressoché fermo”

Viadotto Ritiro, Uil: “Oggi il cantiere è pressoché fermo”

Prosegue la diatriba sul Viadotto Ritiro di Messina. La Uil aveva manifestato la necessità che proseguissero i lavori interrotti dalla Toto Costruzioni, ma la ditta aveva smentito: “i lavori non si fermano e non si sono mai fermati”. Oggi la Uil ritorna sul punto: “Le bugie hanno le gambe corte. Oggi il cantiere del Viadotto Ritiro è pressoché fermo”.

“Come volevasi dimostrare – hanno dichiarato Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina, e Pasquale De Vardo, segretario generale Feneal Uil Messina-Palermo – la smentita della Toto in merito alla nostra puntuale denuncia riguardante il fermo dei lavori presso il cantiere del viadotto Ritiro è clamorosamente smentita dai fatti concreti che sono duri come la pigna e non possono essere piegati ai capricciosi desideri di chicchessia. Infatti, a seguito di una nostra verifica possiamo comunicare che alle ore 9.35 di oggi le lavorazioni nel cantiere sono pressoché ferme in quanto sono presenti soltanto 12 lavoratori in un cantiere che, per le dimensioni e per il rispetto dei tempi di consegna, necessita della presenza attiva di decine e decine di operai, al netto dei dipendenti amministrativi e di supporto”.

“Quindi, la Toto Costruzioni, al netto dei sofismi dialettici, nei fatti, ha confermato quanto affermato durante la riunione di venerdì scorso, vale a dire: non recede ufficialmente da tutti i suoi appalti italiani, ma ha deciso di tirare il freno a mano con buona pace, nel caso nostro, della collettività messinese. Appare, pertanto, chiaro ed incontrovertibile come la nostra preoccupata denuncia finalizzata a salvaguardare l’occupazione e a lanciare un serio allarme sulle prospettive dell’appalto del Viadotto Ritiro è assolutamente fondata e basata su fatti inconfutabili. Ribadiamo, infine, che non faremo sconti a nessuno e siamo pronti ad una mobilitazione generale per evitare che nel Viadotto Ritiro si consumi l’ennesima incompiuta”. Così Ivan Tripodi e Pasquale De Vardo.

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