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Il “Finc Comedy Festival” spopola a Taormina

Il “Finc Comedy Festival” spopola a Taormina

Il “Finc Comedy Festival” ha fatto di Taormina la capitale mondiale della “comicità muta”. La sette giorni, dal 5 al’11 dicembre ha riscosso un notevole successo, sia in termini di partecipazioni, che di presenze. Da un’iniziativa del Theatre DeGart, Direttore artistico Daniele Segalin e Direttore organizzativo Graziana Parisi (in arte Dandy Danno e Diva G.) è stato realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale.
Un evento unico per il Sud Italia con artisti del calibro di Avner Eisenberg, Barto, Nicola Virdis, Monsieur David, Gerardo Mele, Mr Zed, i Baccalà, gli inglesi Lempem, i Soralino del “Cirque du soleil”, Slava Polunin da remoto, e tanti altri. È stato un susseguirsi di pettacoli, gratuiti e a pagamento, laboratori, workshop, corsi, incontri.
Ecco i numeri: 10 eventi gratuiti, 10 eventi a pagamento, 2 Incontri con l’artista, 2 Laboratori di danza terapia, 1 Proiezione di corti animati, 1 Conferenza spettacolo, 1 anteprima nazionale di film, 2 Laboratori di giocoleria, 2 Workshop di alta formazione.
Hanno partecipato: 9 compagnie di artisti stranieri (Spagna, Belgio, Inghilterra, Svizzera, Francia, USA, Messico), 6 compagnie di artisti italiani. 30 partecipanti all’incontro con l’artista tra cui anche turisti di passaggio a Taormina, affascianti dall’antica disciplina della Commedia dell’Arte. 150 presenti all’incontro con Slava Polunin uno dei più grandi nouveau clown del mondo, il pubblico ha potuto rivolgere direttamente delle domande al grande interprete dell’arte comica senza parole. In anteprima nazionale è stato proiettato il suo film, presenti in sala i registi inglesi che il Festival ha invitato a Taormina: Steve Haisman, Clive Howard e Jimmy Chiba.
Lo spettacolo di Dandy Danno & Diva G. ha fatto registrare il tutto esaurito oltre ad avere innescato una serie di standing ovation durante le serate dell’8, del 9 e del 10 dicembre, segno del gradimento del pubblico per la qualità degli spettacoli proposti. Un altro bellissimo traguardo sono state le presenze registrate di famiglie a teatro nei pomeriggi del 7, dell’8, del 10 e dell’11 dicembre.
Anche sui social il Finc Festival ha viaggiato con percentuali al di sopra delle aspettative con più di 10 mila visite in 2 mesi. 200 mila persone raggiunte tra Facebook e Instagram con 13 mila interazioni. È stato in particolare il video di lancio ad aver registrato centinaia di condivisioni e circa 10 mila visualizzazioni.
Importante il coinvolgimento dei giovani delle scuole. Sono stati almeno 1.500 gli studenti coinvolti in tre diversi progetti. 1.200 alunni di Bronte e Maletto scuole medie e superiori, oltre alle scuole “Castiglione”, “Benedetto Radice” e “Capizzi” di Bronte, la scuola “Galilei” di Maletto; 250 bambini della scuola dell’infanzia di Santa Teresa di Riva; coinvolti 200 alunni delle scuole di Taormina, Mazzeo, Trappitello e Gaggi nei corsi di Lettura e teatro; progetto PCTO con la scuola di Bronte “Benedetto Radice” che ha coinvolto 15 alunni in attività concrete e formative durante il festival. Sono state coinvolte anche 15 persone tra accompagnatori e ragazzi H dell’Associazione Millepiedi di Varese, una Onlus che si occupa di impegnare e d’integrare i ragazzi H attraverso attività artistiche e scambi culturali. Il festival ha lasciato un messaggio bellissimo di inclusione e di autenticità.
Iscritti e partecipanti ai laboratori gratuiti di danza terapia e giocoleria: 60 bambini dai 5 ai 9 anni e 40 ragazzi dai 10 ai 14 anni. In tantissimi, dunque, hanno partecipato in maniera attiva e costruttiva. Il bullismo e l’inclusione sono stati i temi importanti affrontati presentando la “Filosofia dell’arte del fallimento”, che è uno dei fattori identificativi di questo genere comico.
Il Festival, basandosi essenzialmente sul concetto di autoironia, ha infatti lanciato la “rivoluzionaria” idea di ritrovare la propria genuinità, la capacità di tornare bambini, accettando serenamente la presa in giro. Il clown non fa sorridere: i suoi guai, le sue disgrazie, i suoi infortuni, fanno ridere. L’idea è di scardinare i luoghi comuni e gli schemi culturali dominanti e di esaltare il perdente. Un antieroe, sempre positivo e felice, che con la purezza, la fantasia, l’invenzione, alla fine, vince.

Foto 01 – Dandy Danno & Diva G.
Foto 02 – Diva G., Avner Eisenberg, Dandy Danno
Foto 03 – Slava Polunin
Foto 04 – Barto
Foto 05 – Monsieur David

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