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Gli architetti siciliani dicono No all’appalto integrato, Sì ai concorsi di progettazione

Gli architetti siciliani dicono No all’appalto integrato, Sì ai concorsi di progettazione


La richiesta della Consulta Regionale Architetti Siciliani al Governo è chiara: il nuovo Codice degli Appalti, pur semplificando le procedure, rischia di deprezzare la qualità del progetto e questo a causa di alcuni articoli errati. La voce tra gli architetti siciliani è unanime: No all’appalto integrato, sì ai concorsi di progettazione. Grande preoccupazione circa le modalità previste per l’assegnazione delle opere pubbliche.
“Il nuovo Codice dei Contratti deve garantire e promuovere la qualità di progetti e opere strategiche per le future generazioni, attraverso i principi di equità, partecipazione e confronto” afferma Pino Falzea, presidente della Consulta Regionale degli Architetti Siciliani.
“Il testo preliminare del nuovo Codice Appalti, proposto e diffuso in questi giorni – prosegue Falzea – mette infatti la qualità del progetto in secondo piano. Per rendere più veloce l’affidamento dei lavori delle opere pubbliche, ricorrendo all’appalto integrato che affida progettazione esecutiva ed esecuzione all’impresa anziché al concorso in due fasi. Siamo convinti che questa modalità – commenta Falzea – non va nella direzione di una progettazione di qualità delle opere”.
“Per noi invece – continua il presidente Falzea – è fondamentale sostenere l’importanza del confronto tra le soluzioni progettuali, in questo senso il concorso di progettazione è uno strumento indispensabile per selezionare la qualità, deve essere la modalità principale per assegnare le progettazioni delle opere pubbliche e non può e non deve prevedere paletti alla partecipazione al concorso stesso, specialmente alla partecipazione dei professionisti più giovani, alle menti brillanti che non avendo curriculum e fatturati rischiano di non potersi mettere in gioco, rimanendo sempre senza fatturato, né curriculum. Ed è un peccato, un danno per il Paese”.
“La riduzione o la perdita di valore o addirittura l’eliminazione dei concorsi di progettazione – fa sapere Falzea – nella forma più aperta e inclusiva dei giovani e dei professionisti di talento, dell’equo compenso, della leale concorrenza, del legittimo merito che la proposta di legge dimostra, vanno in una direzione diversa da quella che noi architetti auspichiamo per il bene dei nostri territori, perché amiamo i nostri luoghi e sappiamo bene che solo attraverso il confronto, il più aperto possibile, possiamo regalare agli Italiani gli spazi e gli edifici più belli per valorizzare e rendere attrattive le città”.
“Un progetto di qualità, una buona realizzazione di edifici, spazi pubblici e infrastrutture migliorano le nostre condizioni di vita e non possono essere posti in secondo piano rispetto a interessi economici e temporali. Anche perché non è assolutamente vero che con i concorsi di progettazione si perde tempo, anzi si è più celeri rispetto alle gare in cui ci confronta non sulla qualità del progetto ma su chi ha più fatturato e dipendenti” spiega ancora Falzea.
“Con una nota inviata al presidente Giorgia Meloni – conclude il Presidente degli Architetti siciliani – 104 ordini professionali hanno chiesto al Governo di rivedere le soluzioni proposte, dichiarandoci disponibili ad un confronto per migliorare un testo fondamentale per il rilancio dei nostri territori”.

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